Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sto con la mia fidanzata da dieci anni, conviviamo da tre. Per me però questa situazione non funziona. Amo la mia fidanzata. È una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto, non si arrabbia facilmente e ascolta sempre. Non litighiamo mai e non voglio lasciarla. Vorrei solo che la nostra relazione fosse un po’ diversa. Tre anni fa, mentre eravamo in vacanza, ha avuto un problema di salute. Non abbiamo ricevuto una diagnosi chiara, perciò lei sta facendo del suo meglio per alleviare i sintomi. Da allora non si fida più di guidare e uscire di casa. Questo mi ha costretto a occuparmi della maggior parte delle commissioni, dato che per lei è un’impresa ardua anche andare al supermercato. I suoi sintomi – vertigini, letargia, paura di svenire – insieme alle sue rigide regole sul gatto, rendono complicato andare da qualsiasi parte. Regole sul gatto: il gatto non si può lasciare da solo per più di sei ore. Ciò rende difficile fare anche solo una gita in giornata. Potrei trovare facilmente qualcuno che si occupi del gatto se potessimo andare da qualche parte per un fine settimana, ma lei dice che non dormire nel suo letto le scatena tutti i sintomi e le rovina la settimana lavorativa successiva. Quando ci siamo conosciuti, a lei piaceva improvvisare – prima del gatto – e facevamo lunghe gite in giornata, andavamo di bar in bar, mangiavamo di tutto. Ma da quando sono cominciati i suoi problemi di salute, tutto questo è finito. Non possiamo fare nulla d’improvvisato e tutti i miei cibi preferiti sono vietati perché le scatenano i sintomi. A casa vado a letto più tardi di lei o mi alzo prima di lei perché altrimenti le rovino il sonno, e il sonno disturbato le può scatenare i sintomi per giorni. Non sono una persona seria, quando non occorre esserlo. Di giorno sono esuberante e iperattivo. Questo aspetto del mio carattere è importante per me, dato che mio padre mi sgridava costantemente: non dovevo entusiasmarmi perché mi faceva sembrare gay. Così ho passato la mia infanzia a reprimere i sentimenti di gioia. Ora è la mia fidanzata a dirmi di “darmi una calmata”, perché non riesce a gestire la mia “energia”. Ormai passo giornate intere senza parlare a meno di essere interpellato. Come se non bastasse, la nostra vita sessuale ha subìto un tracollo. Prima facevamo sesso almeno tre volte a settimana. Ora sono fortunato se lo facciamo una volta al mese, rigorosamente nella posizione del missionario, poiché tutte le altre posizioni le scatenano i sintomi. Siamo poliamorosi. Quando tre anni fa siamo andati a convivere, ho deciso di smettere di frequentare altre donne per un po’, per concentrarmi sulla convivenza e tutte le cose da imparare al riguardo, ma dopo il suo problema di salute non ho più potuto frequentare altre perché devo stare sempre a casa per lei. Il fatto è che io con lei non ci voglio più vivere. Voglio che torniamo come prima, quando lei aveva la sua casa e la sua vita, e io avevo le mia. Sono pronto a ricominciare a frequentare altre persone. Voglio più autonomia. Voglio poter improvvisare e partire in auto per la costa per una notte, voglio svegliarmi presto e preparare dolci (il mio hobby è la pasticceria e cominciare presto mi aiuta con i tempi di lievitazione necessari), voglio stare alzato fino a tardi e guardare film che lei non sopporta. Non posso incontrare una persona e portarmela a casa, né posso permettermi un albergo. Mi scoraggia l’idea di dire alla mia fidanzata che me ne vado, perché so che la prenderà male, e l’ultima cosa che voglio è ferirla.

– Am I Being Selfish?

Amico. Ero disposto a dare alla tua fidanzata il beneficio del dubbio – ero disposto a credere che soffra di qualche malattia misteriosa che rende impossibili e intollerabili i viaggi, le commissioni, le escursioni, gli orari sballati, i tuoi cibi preferiti, i tuoi film preferiti, il sesso in qualsiasi posizione diversa da quella del missionario, i tuoi hobby, i tuoi sentimenti, il tuo carattere, ecc. – finché non hai menzionato le “regole sul gatto”.

Facciamo un passo indietro: un decennio è un periodo lunghissimo. Invecchiamo, le nostre capacità cambiano e le cose che amavamo fare a 32 o 42 anni possono diventare spiacevoli o addirittura impossibili da fare a 42 o 52. Va da sé che un partner amorevole e leale non ci abbandona dopo che abbiamo sviluppato una patologia cronica. Ma l’amore e la fedeltà valgono in entrambi i sensi, Aibs, e va anche detto – soprattutto alla tua fidanzata – che un partner amorevole e fedele con una patologia cronica non chiederebbe al proprio partner amorevole e fedele di rinunciare a tutte le altre cose che ama. La tua fidanzata dovrebbe incoraggiarti a fare escursioni e gite in giornata senza di lei, Aibs, e collaborare con te alla ricerca di soluzioni che ti permettano di goderti i tuoi hobby senza scatenare i suoi sintomi. Per esempio, se avessi un divano letto in salotto, Aibs, potresti dormirci quelle notti in cui vuoi stare sveglio fino a tardi a guardare i tuoi film o alzarti presto per preparare le tue torte.

A essere proprio sincero, Aibs, le “regole sul gatto” mi fanno dubitare di tutto ciò che è uscito dalla bocca della tua fidanzata negli ultimi tre anni. Ora, forse ha avuto qualcosa – forse il suo problema di salute iniziale era reale – ma il fatto d’inventarsi le “regole sul gatto”, oltre a tutto il resto, mi fa pensare che la tua fidanzata o è completamente fuori di testa (interpretazione benevola) oppure è una persona manipolatrice e al limite della violenza psicologica (interpretazione meno benevola). Ma invece di controllarti con la rabbia e di sfruttare le tue paure, la tua fidanzata ti controlla con la sua fragilità e fa leva sulla tua compassione.

A voler essere ancora più sincero, Aibs, penso che tu debba rompere con la tua fidanzata. Se non vuoi farlo – se non riesci a deciderti (tu così amorevole, così leale) – dovresti quantomeno tornare a vivere per conto tuo. In un posto dove sei libero di essere esuberante come sempre, dove puoi stare sveglio fino a tardi e alzarti presto, dove le “regole sul gatto” non valgono perché non c’è nessun cazzo di gatto.

Se vivete in un appartamento, potresti aspettare che se ne liberi un altro nello stesso palazzo prima di trasferirti. Stare nello stesso palazzo renderebbe più facile condividere i pasti e passare le serate insieme, Aibs, e di mattina potresti portarle dei dolci appena sfornati.

Andare a convivere è stata una tua idea, Aibs, il che significa che questo è un permesso, non un consiglio. Però ti consiglierei di non chiedere alla tua fidanzata il permesso di traslocare – è un permesso che da lei non otterrai – semmai di informarla che hai già preso la decisione di farlo. Probabilmente lei si arrabbierà quando glielo dirai – senza dubbio la prenderà male – ma devi chiederti cosa sia peggio: affrontare la reazione della tua fidanzata e tranquillizzarla per quanto possibile, oppure dover obbedire alle “regole sul gatto” (e parlare solo se interpellato!) per i prossimi trenta o quarant’anni.

P.s. Scommetto qualsiasi cosa – ci metterei la testa – che non appena dirai alla tua fidanzata che vuoi ricominciare a vederti/uscire/scopare con altre, Aibs, lei scoprirà che il tuo scopare con altre le scatena i sintomi.

P.p.s. Magari dovresti dire alla tua fidanzata che vuoi ricominciare a vederti/uscire/scopare con altre persone, prima di dirle che vuoi andartene di casa. Se reagisce con qualche suggerimento costruttivo su come e quando potresti scoparti altre persone, Aibs, allora è un buon segno. Sarebbe anche segno che la tua fidanzata non è così perfida come me la immagino. Ma se ti dice che il solo pensiero che tu ti veda, esca o scopi con altre le scatena i sintomi o viola la regola sul gatto n. 4612, tornatene a vivere da solo.

Sono un uomo gay di 37 anni, passivo, e vivo nell’est della Virginia. Un tempo ero patologicamente obeso. Ma negli ultimi 15 anni ho perso quasi novanta chili. In tutto questo tempo sono stato con un uomo solo una volta, ed è successo esattamente 15 anni fa, quando ero al massimo del mio peso. Da allora fatico a trovare uomini da rimorchiare, anche (e soprattutto) all’interno della comunità gay orsa. O sono troppo magro per chi è a caccia, oppure sono troppo grosso (sia in termini di peso che di altezza) per tutti gli altri. Non corrispondo alle preferenze locali. A volte vengo anche scambiato per ftm, specialmente da tizi non dichiarati o che vanno con i maschi di nascosto. Ho provato tutte le app e i bar. E mi sono perfino spostato nelle grandi città senza alcuna fortuna. Mi rendo conto che c’entra il mio peso, perciò mi sto allenando e sto seguendo una dieta. Ma il mio aspetto è nella media. Sono al punto in cui la mancanza di intimità mi sta mettendo a dura prova mentalmente, pur con l’aiuto di uno psicologo e degli antidepressivi. Come faccio a interrompere quest’astinenza forzata?

– Not Enjoying Endless Dry Spell

Amico. Paga qualcuno. Se riesci a trovare un professionista del sesso che ti piace e puoi permetterti di vederlo con una certa regolarità, Needs, non solo interromperai il periodo di astinenza, ma dimostrerai anche a te stesso che sei in grado di instaurare un rapporto (sessuale ed emotivo) con un altro essere umano.

Spesso i miei amici che hanno svolto lavori sessuali finiscono per assumere il ruolo di coach sentimentale, di vita o sessuale per i loro clienti abituali. Quindi, un incontro con un professionista del sesso paziente e disposto a parlare, non solo a scopare, potrebbe spianarti la strada a futuri successi sessuali e sentimentali. E un buon modo per dimostrare a un lavoratore del sesso che lo vedi come una persona e che vuoi instaurare un legame che vada oltre il semplice livello fisico, Needs, è offrirti di portarlo a cena al vostro primo appuntamento: niente sesso, solo cena, ma sempre pagando.

Gli pagheresti sia il tempo sia la cena, Needs, ma la sua disponibilità ad accettare l’invito sarebbe il segno che ti vede come una persona (e non solo come un orifizio) e il suo comportamento durante la cena (è curioso? È gentile? Ordina la roba più costosa del menu?) ti darebbe un’idea del suo carattere.

Inoltre, Needs, interrompere questa lunga astinenza – anche se vuoi pagare solo una volta – avrà l’ulteriore vantaggio di farti sentire meno disperato e ansioso. Dato che la disperazione e l’ansia sono sentimenti che le persone percepiscono subito, e nessuna delle due è una qualità che qualcuno vorrebbe in un partner, provarne un po’ meno potrebbe aiutarti ad attirare l’attenzione di un tizio che voglia scoparti gratis.

Vado per i cinquanta, sono felicemente sposato da molti anni, e monogamo. Essendo cresciuto con la paura folle delle infezioni a trasmissione sessuale, di recente ho detto a mia moglie che probabilmente dovremmo vaccinarci contro l’hpv, e magari pensare alla prep, e tenere della doxiciclina a portata di mano. Lei mi ha chiesto perché dovremmo preoccuparcene – visto che siamo monogami – e anche se siamo d’accordo sul fatto che non faremo sesso con altre persone, negli ultimi vent’anni la scienza medica ha prodotto dei veri e propri miracoli. Perché non dovremmo approfittarne, anche solo per precauzione? Lei non ne ha voluto sapere. Ammetto che tutta questa follia anti-vaccini del movimento Maga mi ha forse radicalizzato a favore dei vaccini più di quanto non fossi prima, ma a me sembra comunque una scelta ovvia. Tu che ne dici, Dan?

– Vaccines Are Xtraordinary

Amico. La prep è un miracolo della medicina. Se assunta correttamente, la offre una protezione completa alle persone a rischio di contrarre il virus dell’hiv. Tu non sei una di quelle persone. La doxy-pep è un altro miracolo della medicina. Se assunta entro 24 ore da un rapporto sessuale ad alto rischio, riduce le probabilità di contrarre una delle tre principali infezioni batteriche a trasmissione sessuale (clamidia, sifilide, gonorrea). Se sei un uomo eterosessuale felicemente monogamo che va per i cinquanta, non ti serve un barattolo di doxiciclina sul comodino più di quanto ti serva la prep nel sangue. Anche il vaccino contro l’hpv è un miracolo della medicina – che ha già prevenuto molti casi di cancro al collo dell’utero nelle donne e salverà milioni di vite – ma è più efficace prima che una persona diventi sessualmente attiva, e in genere non è raccomandato agli uomini sulla cinquantina sposati e monogami. (Sia i maschi sia le femmine dovrebbero sottoporsi al vaccino contro l’hpv nella prima adolescenza).

Negli ultimi vent’anni ci sono stati enormi progressi nelle cure contro il cancro, Vax, ma non per questo muori dalla voglia di farti un giro di chemio tanto per festeggiare. Quindi, proprio come tua moglie, non mi bevo le tue stronzate. A me pare che quell’“anche solo per precauzione” sia molto carico di significati. Quella frase fa sospettare che tu abbia intenzione di farti sborrare dentro o in bocca, o che tu l’abbia già fatto. Se è così, Vax, allora dovresti assolutamente cominciare la prep, fare scorta di doxiciclina e iniziare a usare il preservativo con tua moglie. Ma per convincere tua moglie che hai bisogno di prendere questi farmaci, dovrai essere sincero con lei – e con te stesso – sul vero motivo per cui ti servono.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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