La scomparsa dei neandertal resta un mistero, e forse non ha un’unica spiegazione. Diversi studi hanno ipotizzato che l’estinzione della specie sia stata favorita dall’accumulo di mutazioni dannose causato dall’isolamento e dall’accoppiamento tra consanguinei. Ma il sequenziamento del dna di 27 neandertal vissuti in Francia e in Belgio tra 52.500 e 45.000 anni fa racconta una storia diversa. Questi individui erano più strettamente imparentati tra loro che con altri neanderthal vissuti nello stesso periodo in Europa, ma non mostravano gli alti livelli di consanguineità osservati per esempio nella popolazione dei monti Altai, in Siberia: probabilmente facevano parte di comunità più numerose e meglio collegate tra loro. Sorprende anche l’assenza di incroci recenti con i sapiens, già presenti nella stessa area 47mila anni fa: forse gli accoppiamenti nell’Eurasia occidentale erano rari a causa delle barriere sociali, oppure i figli nati da queste unioni venivano accolti solo nelle comunità di Homo sapiens. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati