Il padre del regista Sandro Bozzolo, ex casellante autostradale, dedica da sempre il suo tempo libero al recupero dei castagneti abbandonati delle Alpi piemontesi, continuando una tradizione secolare di cura del territorio.
Nell’area di un’ex fabbrica milanese è cresciuto un bosco spontaneo, dove tra rovine e alberi vivono Andrea e Luigi. Finché l’area viene reclamata, i nuovi progetti esigono lo sgombero e si spezza l’equilibrio di due vite ai margini.
Nonostante le sanzioni, una rete di società di copertura, spie, oligarchi e trafficanti permette all’esercito russo di continuare a minacciare l’Europa grazie a un arsenale composto da residui sovietici e armi di ultima generazione.
In un remoto villaggio del Kirghizistan, dove la tradizione limita le donne ai ruoli domestici, viene organizzato per la prima volta un torneo di calcio femminile: una semplice partita diventa un atto di solidarietà, ribellione e cambiamento.
Cecilia, Armelle, Gibbo e Sisco hanno scelto volontariamente il lavoro precario in agricoltura, seguendo i ritmi dei raccolti stagionali. La rinuncia a una vita stabile diventa ricerca di un nuovo modo di stare al mondo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati