Sicuramente ben lontano dagli standard incredibilmente elevati che l’autore si è prefissato, il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza si colloca nella fascia media della sua filmografia, anche se impreziosito dalla presenza di Emily Blunt e da un paio di sequenze d’azione che pochi altri sarebbero in grado di realizzare. La favolosa Blunt continua la sua serie di successi nei panni di Margaret, meteorologa televisiva di Detroit, la cui vita prende una svolta bizzarra, comincia a parlare russo e a emettere suoni misteriosi. Daniel (O’Connor), esperto di sicurezza informatica, ha informazioni sull’esistenza degli alieni rubati a una sinistra agenzia governativa che ora lo tallona. Il legame tra Margaret e Daniel è il fulcro di un film che si concentra non tanto sulla verità, ma su cosa succede quando qualcuno la tira fuori e la condivide con il mondo intero.
Phil de Semlyen, TimeOut

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati