Nathacha Appanah (Joel Saget, Afp/Getty)

Hic sunt dracones: “Qui ci sono i draghi”. Questo avvertimento delle antiche carte geografiche, collocato ai confini dei mondi esplorati, potrebbe fare da esergo al nuovo libro di Nathacha Appanah. I mostri che rivela però non sono creature mitologiche. La notte nel cuore intreccia le vicende di tre donne vittime della violenza maschile. Due sono morte. Quella che è sopravvissuta ne racconta le storie. Appanah nel 2016 scriveva: “Avevo appena 21 anni, vivevo sotto il dominio di un uomo dal genio oscuro e violento, e me la passavo male”. Oggi torna a esplorare quell’avventura dolorosa dalla quale è riuscita a salvarsi. Finalmente riesce a trovare le parole per strappare al silenzio gli anni di sottomissione, dipendenza, umiliazione, costrizione, intimidazione, brutalità e terrore nei quali è stata inghiottita la sua giovinezza. “Di che cosa è fatto quel giorno in cui ci si sente capaci di tornare nel buio?”, si chiede Appanah. Se non è riuscita a dimenticare quel periodo, se ancora oggi a volte ne ha incubi notturni, almeno l’aveva relegato nell’angolo più remoto di se stessa. Ma nel 2021 apprende ciò che è accaduto il 4 maggio a Mérignac, nella periferia di Bor­deaux dove viveva allora. Chahinez Daoud, una donna di 31 anni, madre di tre figli, è stata assassinata in pieno giorno dal marito, dal quale stava cercando di separarsi. Lui le ha spezzato le gambe con due colpi di fucile prima di cospargerla di benzina e bruciarla viva. Quest’abominio risveglia in lei l’orribile malessere che l’aveva già colta vent’anni prima. Nel dicembre 2000, quando da poco viveva e lavorava in Francia come giornalista, aveva saputo che a Mauritius sua cugina Emma, anche lei sulla trentina, anche lei madre di tre figli, era morta schiacciata dall’auto del marito, che poi aveva gettato il corpo in un fossato. “Ma non ero pronta, non ancora”. Nathacha Appanah alla fine riesce a scrivere pelle contro pelle, paura contro paura. _ La notte nel cuore _intreccia le storie di Chahinez ed Emma in un’indagine serrata, terribilmente intima; è un libro che ascolta, raccoglie, sente, apprende. Ciò che ha avuto il coraggio di scrivere permette all’autrice di riconoscersi. Appanah protegge pochissimo se stessa, cerca di salvare soprattutto gli altri. Questo libro arpiona il cuore.

Xavier Houssin, **
**Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati