◆ “La principale commissione delle Nazioni Unite sul clima ammette che le sue stesse proiezioni (Rcp8.5) sono sbagliate”, ha scritto il presidente statunitense Donald Trump sul suo social media Truth il 16 maggio. Il post, che è stato ripreso dai mezzi d’informazione vicini a Trump e ha scatenato un acceso dibattito, si riferisce a un articolo pubblicato ad aprile dagli scienziati dello Scenario model intercomparison project, che ha aggiornato gli scenari sull’andamento delle temperature globali in base alle emissioni di gas serra e sarà incluso nel settimo ciclo di valutazione del Gruppo internazionale sul cambiamento climatico (Ipcc). Secondo i ricercatori lo scenario Rcp8.5, il peggiore tra quelli contenuti negli ultimi rapporti dell’Ipcc, che ipotizzava una crescita incontrollata delle emissioni e un aumento delle temperature fino a 5 gradi entro il 2100, non appare più plausibile. Non perché i modelli su cui si basava erano sbagliati o perché il cambiamento climatico è una truffa, come sostiene Trump, ma perché lo sviluppo delle energie rinnovabili ha ridimensionato le prospettive di crescita dei combustibili fossili. Alla luce dei nuovi dati le temperature potrebbero salire al massimo di 3,5 gradi. Ma l’articolo non contiene solo buone notizie: evitare che il riscaldamento superi gli 1,5 gradi è ormai impossibile, e lo scenario più realistico in base alle tendenze attuali prevede un aumento compreso tra 2,5 e 3 gradi, che avrebbe conseguenze catastrofiche per gli ecosistemi e le società umane.
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati