“L’università di Kao Yuan ( nella foto ) è l’ultima di una serie di atenei accusati di mandare gli studenti stranieri a lavorare in fabbrica nel quadro di un programma di studio-lavoro”, scrive New Bloom parlando di una pratica in aumento nel paese. “Negli ultimi decenni Taiwan ha assistito a un’esplosione del numero di istituti superiori e università, passato da 28 nel 1985 a 145 nel 2005. Data la bassa natalità nell’isola, per compensare il calo degli iscritti e delle rette di cui hanno biso gno per sopravvivere alcuni istituti si rivolgono agli studenti stranieri attirandoli con programmi di studio-lavoro. Spesso sono giovani provenienti da paesi piccoli e poveri che sono gli ultimi alleati diplomatici rimasti a Taipei”. New Bloom spiega che in alcuni casi gli studenti arrivano attraverso gli stessi intermediari che si fanno pagare cifre esorbitanti dai lavoratori stranieri per trovare un impiego. Le autorità finora hanno sminuito il fenomeno, parlando di casi isolati. Ora però sta emergendo chiaramente un modello, che potrebbe costare a Taiwan la sua reputazione.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 33. Compra questo numero | Abbonati