Album dopo album, la scrittura di Carla dal Forno diventa sempre più chiara e diretta. Per il suo quarto lavoro solista voleva creare qualcosa di astratto, forse ispirato dal suo vecchio misterioso gruppo F ingers, ma mentre scriveva di esperienze emotive ha capito che un linguaggio semplice avrebbe funzionato meglio. Anche il luogo scelto per la registrazione, la campagna, con la calma e la solitudine, l’ha aiutata a riflettere meglio e a concentrarsi sull’essenziale. Lo stile della musicista australiana è marcato sempre dal synth pop minimale con influenze dub e post punk, ma in Confession ricerca più calore e melodia. Procede come una cantilena che segue il flusso di coscienza dell’artista rivolto a qualcuno che non sembra avere tempo per ascoltarla. La trascinante Alone with you può sembrare seducente e romantica ma va oltre il piacere fisico: in realtà parla di mettere da parte i brutti ricordi per costruire un futuro con un’altra persona. In tutto l’album i brani strumentali sono ponti che collegano le diverse atmosfere. Drip drop gioca con melodie dolci e tastiere che ricordano gocce e ronzii, mentre Off the beaten track suona come un pezzo strumentale dei Young Marble Giants in versione più spaziale. Dopo diversi ascolti, questi momenti di riflessione assumono un senso più chiaro nel contesto generale dell’album.
Paul Simpson,
AllMusic

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati