In vista della chiusura della discarica di Denpasar, la più grande dell’isola di Bali, programmata per il 1 agosto, le autorità hanno messo un limite alla quantità di rifiuti diretti alla struttura, che non sarà sostituita da un altro impianto. Gli abitanti hanno cominciato a bruciare la spazzatura, gettarla nei fiumi, sui cigli delle strade, nei parchi e nelle aree scolastiche. Le conseguenze sono gravi, con l’aria piena del fumo tossico dei roghi, scrive il Jakarta Post. “Bali è all’apice di una crisi che è il risultato di decenni di cattiva gestione dei rifiuti”, dice l’attivista ambientale Gary Bencheghib. E in mancanza di soluzioni, anche il turismo potrebbe soffrirne. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 33. Compra questo numero | Abbonati