Ciliegi Nel sud del Giappone il cambiamento climatico sta mettendo a rischio la fioritura primaverile dei ciliegi (nella foto), avverte uno studio pubblicato sull’International Journal of Biometeorology. In gran parte del paese la fioritura comincia sempre prima a causa dell’aumento delle temperature, ma i ricercatori hanno scoperto che nell’isola di Kyushu e in altre località meridionali succede più di un mese dopo rispetto a sessant’anni fa: probabilmente gli inverni sono troppo caldi perché gli alberi possano percepire l’arrivo della primavera. Inoltre la proporzione di fiori che non arrivano a sbocciare sta aumentando, e alcune piante non raggiungono mai il picco della fioritura.
Antartide L’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) ha aggiunto il pinguino imperatore e l’otaria orsina antartica alla lista rossa delle specie in pericolo di estinzione. Entrambi gli animali sono minacciati dagli effetti del cambiamento climatico. Le immagini satellitari suggeriscono che tra il 2009 e il 2018 la popolazione dei pinguini imperatore ha perso ventimila esemplari adulti (il 10 per cento del totale) perché le piattaforme di ghiaccio marino dove questi uccelli nidificano si sciolgono prima che i piccoli siano in grado di nuotare, ed entro il 2080 potrebbe dimezzarsi. La popolazione di otarie orsine (nella foto) è già calata di più del 50 per cento perché il riscaldamento delle acque ha spinto il krill a maggiori profondità, riducendo la disponibilità di cibo per questi mammiferi. Un’altra specie antartica, l’elefante marino del sud, è stata classificata come vulnerabile a causa della diffusione dell’influenza aviaria H5n1, che ha provocato la morte di più del 90 per cento dei cuccioli in alcune colonie.
Piogge Almeno tre persone sono morte e trentamila hanno dovuto lasciare le loro case a causa delle piogge torrenziali che hanno colpito la Repubblica Dominicana.
Uccelli Tra il 2009 e il 2025 le popolazioni di diversi rapaci e uccelli terrestri dell’Africa meridionale si sono ridotte in modo significativo, soprattutto a causa della distruzione del loro habitat e degli effetti del cambiamento climatico, conclude uno studio pubblicato su Biological Conservation. Tra le specie più colpite c’è il serpentario, un rapace in pericolo di estinzione, che ha subìto un calo del 68 per cento.
Ippopotami Il governo colombiano ha autorizzato l’abbattimento di 80 ippopotami discendenti dagli animali importati dal narcotrafficante Pablo Escobar negli anni ottanta per il suo zoo, sostenendo che sono diventati una minaccia per le persone e l’ecosistema.
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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati