Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato leader mondiali e note personalità a far parte del suo cosiddetto consiglio di pace, tracciando quella che sembra una visione più ampia per un organismo a lungo termine che intervenga sui conflitti globali anche al di là di Gaza, commenta Al Jazeera.
Trump ha presentato il consiglio come un elemento della fase due dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas a Gaza. Tuttavia, le lettere scritte agli invitati e lo “statuto” fanno pensare a mire più ampie. In una lettera Trump afferma che il consiglio avrà lo scopo di “consolidare la pace in Medio Oriente” e “lancerà un approccio nuovo e coraggioso alla risoluzione dei conflitti globali”. Secondo l’agenzia di stampa Reuters la bozza dello statuto prevede che chi vuole far parte del consiglio per più di tre anni versi un miliardo di dollari. “È una ‘Onu targata Trump’ che ignora i fondamenti della carta delle Nazioni Unite”, ha detto un diplomatico. Un funzionario ha confermato all’Associated Press “l’ambizione” di un ruolo più ampio per il consiglio di pace, soprattutto alla luce del fatto che Washington e altri paesi hanno manifestato frustrazione nei confronti dell’Onu.
Trump ha annunciato che tra i membri esecutivi fondatori del consiglio ci sono Tony Blair, ex premier del Regno Unito, Jared Kushner, genero del presidente, e Steve Witkoff, inviato speciale in Medio Oriente. Molti sono stati selezionati in un distinto consiglio esecutivo per Gaza, che dovrebbe supervisionare il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, incaricato di gestire l’ordinaria amministrazione al posto di Hamas. Sono stati invitati anche i presidenti di Turchia ed Egitto (oltre al presidente russo Vladimir Putin e al premier israeliano Benjamin Netanyahu). Nelle prossime settimane saranno resi noti altri nomi.
L’annuncio ha provocato indignazione da più parti in Medio Oriente per l’assenza nel consiglio di esponenti palestinesi, mentre sono stati selezionati alcuni convinti sostenitori di Israele. ◆fdl
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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati