Antonio Salieri (1750-1825) fu un rivale di Mozart e per molti versi ebbe una carriera internazionale di maggior successo. Ma la sua opera Cublai , gran kan de’ tartari fu un disastro. Lavoro satirico con il libretto di Giovanni Battista Casti, prendeva in giro la corte dello zar, nascosto sotto antiche spoglie asiatiche. Nel 1788, poco prima del debutto a Vienna, l’opera fu vietata: la guerra austro-turca e l’alleanza tra Austria e Russia non permettevano scherzi del genere. Così Cublai fu accantonata. È riemersa solo nel 1998 in una traduzione tedesca. La prima in italiano è stata rappresentata nel 2024. Per le orecchie moderne forse Salieri non ha il genio di Mozart, ma era una figura d’immenso talento, con una comicità tagliente nel seguire il testo di Casti e deliziosa nella partitura, qui eseguita ai massimi livelli dai Talens Lyriques sotto la direzione sempre elegante di Christophe Rousset. A guidare lo spettacolo è Mirco Palazzi nel ruolo del despota Kublai Khan. Ma ci sono anche dei cortigiani che complottano a suo favore o contro di lui, il figlio infantile, due giovani amanti e degli intriganti italiani. Il risultato è uno spettacolo colorato e folle.
George Hall, Bbc Music Magazine
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Questo articolo è uscito sul numero 1624 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati