I nove racconti di Tutti i nomi di Dio, la straordinaria collezione di debutto di Anjali Sach­deva, spaziano dal più o meno realistico all’ambiguamente onirico, dalla narrativa storica visionaria al fantasy. Ogni storia introduce un mondo unico attraverso il quale Sachdeva guida i lettori con mano sicura e immaginazione ardente. Nel racconto di apertura, Il mondo di notte, una giovane moglie di frontiera che non può tollerare la luce del sole individua miracolosamente un universo alternativo di caverne. La storia che dà il titolo al libro riguarda due africane che da ragazze sono state vittime di un rapimento in stile Boko haram. Il riferimento a una forma d’indottrinamento religioso diventa ironico quando le donne ribaltano la situazione con poteri in odore di occultismo. Robert Greenman e la sirena, un racconto sul desiderio, è la storia di un pescatore sconvolto dall’avvistamento di un essere fantastico. Di volta in volta realistico o speculativo, Tutti i nomi di Dio è come la migliore fantascienza: costringe i lettori a guardare il mondo con occhi nuovi mentre li intrattiene. Bill O’Driscoll, Pittsburgh Post-Gazette

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Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati