1 gennaio 2021
◆ Di recente una forte tempesta di neve ha investito la regione di Hokuriku, nell’ovest del Giappone, ma nel resto del paese finora ha nevicato pochissimo. L’iconica cappa di neve del monte Fuji, per esempio, quest’inverno è ai minimi storici.
La montagna, la più alta del paese con i suoi 3.776 metri, si è imbiancata il 28 settembre con la prima nevicata autunnale. Ma la neve si è sciolta rapidamente e nei mesi seguenti il manto ha faticato a ricostituirsi. Le osservazioni del satellite Terra della Nasa, grazie all’indice Ndsi (Normalized difference snow index), evidenziano che negli ultimi vent’anni il manto nevoso non era mai stato così ridotto a dicembre. Toshio Igushi, uno scienziato della Nasa, conferma che le nevicate nell’ultimo mese del 2020 sono state dieci volte inferiori alla media.
L’immagine in alto, scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa, mostra il monte Fuji il 29 dicembre 2013, in un mese in cui le nevicate sono state di poco superiori alla media. In quella in basso, scattata dal Landsat 8 il 1 gennaio 2021, si vede che la copertura nevosa è molto ridotta. Nella seconda metà di dicembre c’è stata una nevicata piuttosto consistente, ma pochi giorni dopo il manto era già nettamente diminuito, anche a causa del forte vento.
I dati meteorologici a lungo termine indicano che le condizioni sulla vetta stanno cambiando. Uno studio recente rivela che negli ultimi quarant’anni il limite della vegetazione si è spostato verso l’alto di trenta metri, probabilmente a causa dell’aumento della temperatura estiva di due gradi Celsius.–Adam Voiland (Nasa)
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Questo articolo è uscito sul numero 1393 di Internazionale, a pagina 85. Compra questo numero | Abbonati