“Invece di mettere fine allo sconvolgimento politico scoppiato la settimana precedente, il voto del 19 gennaio in senato potrebbe segnare l’inizio di settimane di frenetiche trattative per risolvere una situazione di stallo tra Giuseppe Conte e la sua nemesi, l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi”, scrive Jason Horowitz, sul New York Times. Il leader di Italia viva aveva fatto “precipitare il paese nella crisi, minacciando di ritirare il suo piccolo, ma decisivo, sostegno al governo a meno che non avesse … nessuno sa esattamente cosa”, prosegue Horowitz. “La sua manovra e la sua irrefrenabile attrazione per gli intrighi hanno sollevato domande sostanziali sul governo italiano, rivelando incredibili capovolgimenti, contrattazioni e una tradizione profondamente radicata di parlamentari che abbandonano i loro partiti quando questi sono meno influenti”. Su Le Monde Jérôme Gautheret scrive: “L’assenza di una maggioranza in senato rischia di condannare il governo a trattative incessanti, le cui conseguenze potrebbero essere pesantissime, mentre l’Italia si trova di fronte a un’opportunità storica, grazie ai 209 miliardi di euro ricevuti dal piano europeo per la ripresa”. Michael Braun, sul quotidiano tedesco Die Tageszeitung, mette l’accento sulla sconfitta di Renzi: “Conte può godere della dubbia gioia di aver vinto ai punti il duello con Renzi, che invece si ritrova con un mucchio di vetri rotti. Se credeva che l’escalation del conflitto con il capo del governo potesse rilanciare il suo partito Italia viva, Renzi ha commesso un grave errore di calcolo”, osserva Braun. “Secondo i sondaggi, la formazione di Renzi è passata dal 3 per cento di dicembre al 2,5 per cento di oggi e una volta fuori dal governo rischia di sprofondare”. Eric Jozsef su Libération sottolinea che per Renzi “è una battuta d’arresto. Non è riuscito a far cadere Conte. Eppure, secondo molti osservatori, sono fondate le sue critiche all’attuale esecutivo per come ha gestito la crisi sanitaria ed economica”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1393 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati