Dublino, Irlanda (Artur Widak, NurPhoto/Getty)

Mentre tutta l’Europa sprofonda nella recessione, dall’Irlanda arrivano notizie sorprendenti, scrive la Neue Zürcher Zeitung. Secondo l’Economic & social research institute di Dublino, nel 2020 il pil irlandese dovrebbe crescere del 3,4 per cento. Eppure sono molti gli irlandesi che hanno perso il lavoro a causa del covid-19: il tasso di disoccupazione è al 20 per cento e nei momenti più duri della pandemia è arrivato anche al 30 per cento. “Com’è possibile?”, chiede il quotidiano. L’economia irlandese è divisa in due. Da un lato ci sono attività incentrate su imprese locali che hanno sofferto la pandemia come le altre aziende europee. Dall’altro lato ci sono le multinazionali che hanno investito in Irlanda soprattutto per pagare meno tasse e vendono in tutto il mondo. I grandi gruppi farmaceutici e colossi tecnologici come la Apple, Google, Facebook e Microsoft tengono in piedi il pil irlandese con le loro esportazioni e con i lavori ben pagati che offrono agli irlandesi. E alla fine i risultati della parte multinazionale dell’economia irlandese hanno compensato il crollo della parte locale.

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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati