Negli ultimi dieci anni i musicisti nigeriani hanno aperto la strada agli artisti di tutto il continente. Il termine afrobeats, o afropop, descrive una miscela di suoni che è diventata molto popolare anche in Europa e Nordamerica, in particolare quando ad agosto il cantante Burna Boy ha scalato le classifiche dello streaming in decine di paesi con il suo album Twice as tall. Questo successo è arrivato dopo quello di altri cantanti nigeriani come Davido e Wizkid. Il pubblico occidentale potrebbe pensare che la musica africana e quella nigeriana sono la stessa cosa, ma il 2021 potrebbe chiarirgli le idee, visto che nuovi musicisti da altri paesi del continente sono pronti a prendersi la scena. Rapper sudafricani come Nasty C e Nadia Nakai hanno appena firmato con la Def Jam Africa, una costola della major discografica Universal nata nel maggio del 2020, e i generi sudafricani del gqom e dell’amapiano stanno gradualmente acquistando popolarità nel mondo della musica dance. Tra gli altri nomi da tenere d’occhio ci sono Innoss’B (Congo), Sheebah Karungi (Uganda), Brian Nadra (Kenya). Tiwa Savage, una superstar nigeriana conosciuta come “la regina dell’afrobeats”, probabilmente rivaleggerà con la popolarità dei suoi coetanei maschi. A spingere questa musica in occidente ci saranno soprattutto le playlist dedicate all’Africa di Spotify, Apple Music e altri servizi di streaming, che aumentano ogni giorno di più.
The Economist
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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati