Il fotoreporter Finbarr O’Reilly è il vincitore del premio di fotogiornalismo Carmignac che ha dedicato la sua undicesima edizione alla Repubblica Democratica del Congo. Dal 2009 la fondazione Carmignac sostiene progetti di fotografia investigativa sulle violazioni dei diritti umani e su questioni geopolitiche. O’Reilly aveva cominciato a lavorare a un reportage all’inizio del 2020, ma a causa della pandemia di covid-19 e alla chiusura progressiva delle frontiere ha deciso, insieme agli organizzatori e alla giuria del premio, di rivedere i suoi piani per documentare la crisi sanitaria in corso e come il paese la stava affrontando dal punto di vista umanitario, sociale e ambientale.
È nato così Congo in conversation, una piattaforma online continuamente aggiornata, che ha ospitato per sei mesi i lavori di fotografi, giornaliste e autori video che vivono o lavorano nel paese. Tra questi, Pamela Tulizo e Raissa Karama Rwizibuka hanno esplorato il ruolo delle donne nelle loro comunità; Arlette Bashizi e Justin Makangara hanno denunciato le difficoltà di rispettare le misure di confinamento in territori in cui ci sono continue interruzioni della fornitura di elettricità, e Moses Sawasawa ha documentato i problemi sanitari legati alla mancanza di acqua. Dieudonné Dirole ha fotografato il conflitto nella provincia di Ituri, nel nordest; Ley Uwera ha raccontato il Ramadan, il mese sacro per i musulmani, durante il lockdown; mentre la regista Bernadette Vivuya si è concentrata sull’impatto del covid-19 sulla moneta locale. Quasi tutti i fotografi e le fotografe hanno documentato le manifestazioni in cui attivisti e sostenitrici dell’opposizione chiedevano maggiore trasparenza e responsabilità alle autorità.
L’obiettivo del progetto era anche far riflettere sull’importanza di dar voce agli autori africani nella narrazione dei loro paesi. “Per troppo tempo questo racconto è stato affidato ad autori stranieri. Negli ultimi vent’anni la fotografia è diventata la prima forma d’arte dell’Africa contemporanea”, dice O’Reilly. “Ora anche l’industria dell’arte deve adeguarsi a questo cambio di prospettiva e permettere ai fotografi e alle fotografe africane di svolgere il loro lavoro, di partecipare a premi e a concorsi internazionali, offrendogli il giusto sostegno per documentare non solo le proprie comunità, ma tutto il mondo. Siamo ancora molto lontani da questo ideale, ma speriamo che la collaborazione nata per Congo in conversation vada in questa direzione”. ◆
Finbarr O’Reilly è un fotografo e giornalista multimediale canadese nato a Swansea, nel Regno Unito. Ha vissuto per dodici anni in Africa centrale e occidentale. Il progetto Congo in conversation è diventato un libro (Reliefs/Fondation Carmignac, 2020) e una mostra collettiva allestita all’aperto a Parigi fino al 27 gennaio 2021.
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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 62. Compra questo numero | Abbonati