◆ Diventare antenati migliori dovrebbe essere il nostro buon proposito per il 2021. Secondo Grist, pensare al futuro in termini personali porta a fare scelte migliori nel presente. Lo spunto è offerto da un libro, The good ancestor di Roman Krznaric, in cui l’autore immagina la sua giovane figlia ormai novantenne, che tiene in braccio la pronipote. L’obiettivo è guardare al futuro non in termini astratti, ma come a una questione familiare. Altrimenti la prospettiva può sembrare distante, soprattutto in tempi segnati dalla pandemia e dalle ansie che ha generato. Questa miopia spiega anche perché i governi sono spesso restii ad agire contro la crisi climatica, i cui effetti peggiori si manifesteranno nei prossimi decenni. Insomma, pensare al futuro in termini di eredità che lasciamo può motivare le persone a fare scelte più sostenibili per il pianeta.
Il progetto DearTomorrow permette di scrivere lettere che saranno recapitate nel 2050 a chi vogliamo, a un figlio o anche a noi stessi, in modo da stabilire una connessione personale con il futuro. L’importante, secondo Krznaric, è trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi. Dopotutto, abbiamo ereditato un mondo plasmato dalle generazioni passate, nel bene e nel male. Usiamo i semi di piante selezionate migliaia di anni fa e beneficiamo delle scoperte mediche del passato, ma siamo anche gli eredi del colonialismo, del razzismo e della schiavitù. Il nostro obiettivo dev’essere lasciare un mondo migliore, conclude Grist.
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Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati