◆ Nel deserto del Negev, in Israele, c’è un bacino a forma di cuore. È il cratere Ramon (Makhtesh Ramon in ebraico), visibile nell’immagine scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa. Profondo cinquecento metri, è una delle formazioni geologiche più interessanti del paese. In passato si pensava che fosse stato prodotto dall’impatto di un meteorite, ma poi si è scoperto che ha un’origine terrestre.

Più di duecento milioni di anni fa il deserto del Negev era situato sotto l’oceano primordiale Tetide. Quando l’oceano si è ritirato, è emersa una collina, in seguito appiattita dall’azione dell’acqua e del vento. I fiumi hanno poi eroso l’interno della collina, composta da calcare, creando il cratere Ramon.

Lungo quaranta chilometri e largo al massimo 19, il cratere è il più grande del mondo prodotto dall’erosione terrestre. Circondato da montagne, contiene alcune colline di argilla rossa e gialla. Nella parte nord del cratere c’è una grande collina nera, che un tempo era un vulcano e oggi è ricoperta di basalto. Nella foto si vede anche la cittadina di Mitzpe Ramon, che ha cinquemila abitanti. Nel cratere sono stati reintrodotti di recente alcuni animali a rischio di estinzione, come l’asino selvatico asiatico e l’orice d’Arabia.

C’è anche un memoriale dedicato all’astronauta israeliano Ilan Ramon, morto nel 2003 nell’incidente del Columbia. Nato Ilan Wolferman, aveva cambiato cognome perché il cratere era uno dei suoi posti preferiti.–Kasha Patel (Nasa)

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Questo articolo è uscito sul numero 1360 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati