◆ Il governo statunitense sta spingendo le compagnie aeree a far volare gli aeroplani con pochissimi passeggeri a bordo. La crisi scatenata dalla pandemia del coronavirus ha colpito duramente il settore del trasporto aereo. Per esempio, il 16 aprile negli Stati Uniti si sono imbarcati 95mila passeggeri, contro i 2,6 milioni dello stesso giorno del 2019, con un calo del 96 per cento. Tuttavia gli aerei, anche se quasi completamente vuoti, continuano a volare. I voli sono infatti diminuiti solo del 50-60 per cento. Questo dipende dalle scelte del dipartimento dei trasporti, che ha promesso aiuti finanziari alle compagnie che garantiscono un servizio minimo. In altre parti del mondo non è così. In Europa, per esempio, i voli sono diminuiti molto di più.

Secondo Grist, le compagnie aeree statunitensi continuano a far volare i loro aerei per ottenere i finanziamenti pubblici, ma anche perché non riescono ad adattarsi velocemente al calo della domanda. Per esempio, non sanno dove tenere parcheggiati i loro velivoli. Ma far volare un aereo comporta notevoli emissioni di gas serra nell’atmosfera. Sarebbe stato utile se il governo avesse condizionato i finanziamenti a requisiti di lotta al cambiamento climatico, ma non è stato così. In futuro sarà importante legare gli aiuti a qualche requisito ambientale. Anche perché, superata la crisi, le persone ricominceranno a viaggiare. La storia dimostra che, dopo un calo temporaneo, la domanda riparte velocemente.

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Questo articolo è uscito sul numero 1355 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati