Anche se l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha esitato a lungo prima di definire una pandemia quella del Covid-19, sul piano economico non si può temporeggiare. Tra il crollo del prezzo del petrolio, le borse a picco, la crisi del commercio mondiale e la scomparsa della domanda in interi settori economici, bisogna prepararsi per quella che gli anglosassoni chiamano “perfect storm”, la tempesta perfetta capace di distruggere tutto. L’Italia, la terza economia dell’eurozona, è già in grandi difficoltà. La Germania è da vari trimestri sull’orlo della recessione, e ora potrebbe compiere il passo decisivo.
L’Europa non deve ripetere gli errori del passato. In occasione della crisi finanziaria del 2008 e di quella del debito del 2011, l’eurozona pagò a caro prezzo l’incapacità d’intervenire con decisione e tempestivamente per spegnere l’incendio. Stavolta il vecchio continente deve riflettere sulla frase del generale MacArthur: “Le battaglie perse si riassumono in due parole: troppo tardi”. La tempesta attuale non ha niente a che vedere con quella del 2008, che colpì al cuore il sistema finanziario. Questa volta bisogna dotarsi dei mezzi necessari per superare un problema grave ma passeggero. L’importante è che gli stati dell’Unione collaborino e restino solidali. Gli aiuti che finora sono stati concessi in modo disordinato sono solo una cura omeopatica. L’Europa ha bisogno di una terapia d’urto. Questo significa ammorbidire le regole sugli aiuti di stato, escludere i provvedimenti legati al nuovo coronavirus dal calcolo dei deficit nazionali e adottare misure importanti per aiutare le piccole e medie imprese. L’essenziale è proteggere le aziende e i posti di lavoro, in attesa che la situazione sanitaria migliori. A giudicare dal panico dei mercati finanziari, finora la risposta politica non è stata all’altezza. Se l’Europa non riuscirà a mostrare più coraggio e coordinazione, le conseguenze dell’epidemia di Covid-19 rischiano di essere profonde e dolorose. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1349 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati