◆ Sono piuttosto sconcertato dalla posizione e dalle parole di Laurie Penny riportate nell’ultimo editoriale di Giovanni De Mauro (Internazionale 1272). Che non sia affatto piacevole discutere con persone come Steve Bannon (o Matteo Salvini o Viktor Orbán) è fuori di dubbio, ma rifiutarsi di farlo non toglie loro la voce, anzi. Se viene impedito a questi personaggi di parlare su testate o canali di sinistra, che possono sperabilmente sottolinearne le contraddizioni e le mostruosità, si avrà l’unico effetto di portarli a esprimersi esclusivamente su testate e canali a loro favorevoli, con giornalisti ben più servili, che, invece di fare informazione, faranno propaganda. Capisco le prese di posizione, ma qui si rischia di aggravare una situazione già preoccupante.
Giacomo Mininni

Il mondo dopo la crisi

◆ Tra le notizie riportate nell’articolo di John Lanchester (Internazionale 1272) ce n’è una che mi ha colpito: “Nel 2008 il 19 per cento della popolazione viveva sotto quella che le Nazioni Unite definiscono la soglia della povertà assoluta di 1,90 dollari al giorno. Oggi la percentuale è scesa sotto il 9 per cento”. Se la soglia per definire la povertà assoluta si alzasse a 5 dollari al giorno, a quanto salirebbe la percentuale?
Giovanni Di Leo

In treno da Oslo a Roma

◆ Leggendo l’articolo di Alf Opsahl sul suo viaggio in treno (Internazionale 1266) mi ha lasciato perplesso il contrasto tra l’approccio poco spartano di un giornalista giovane e la sua dichiarazione di intenti: “godersi il viaggio”. Sono appena tornato da un mese di Interrail, e ho percorso quasi tutte le tratte citate nell’articolo. Mi sono rivisto in tutte le situazioni impreviste descritte dall’autore, non condividendo però le sue reazioni. Risulta difficile attraversare l’Europa e “godersi il viaggio” trovando i problemi alle soluzioni. Partendo con un leggero spirito di adattamento il treno sbagliato finisce per portarti in un posto bellissimo, il compagno di diverse vedute diventa stimolante o divertente, e nessuno cerca più la carrozza ristorante, sostituita da ottimi panini fatti a mano. Anch’io ho trovato insensata la prenotazione obbligatoria, e per questo ho spezzato le tratte in tanti regionali scomodi e lenti, che Opsahl sembra non aver sopportato, e che invece mi hanno portato in nuovi posti incredibili.
_Mario Parolari _

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1272 a pagina 90 il libro di Matthew Neill Null si intitola Come il paradiso, come la morte.
Errori da segnalare?
correzioni@internazionale.it

Scelta ◆ Sono piuttosto sconcertato dalla posizione e dalle parole di Laurie Penny riportate nell’ultimo editoriale di Giovanni De Mauro (Internazionale 1272). Che non sia affatto piacevole discutere con persone come Steve Bannon (o Matteo Salvini o Viktor Orbán) è fuori di dubbio, ma rifiutarsi di farlo non toglie loro la voce, anzi. Se viene impedito a questi personaggi di parlare su testate o canali di sinistra, che possono sperabilmente sottolinearne le contraddizioni e le mostruosità, si avrà l’unico effetto di portarli a esprimersi esclusivamente su testate e canali a loro favorevoli, con giornalisti ben più servili, che, invece di fare informazione, faranno propaganda. Capisco le prese di posizione, ma qui si rischia di aggravare una situazione già preoccupante. Giacomo Mininni Il mondo dopo la crisi ◆ Tra le notizie riportate nell’articolo di John Lanchester (Internazionale 1272) ce n’è una che mi ha colpito: “Nel 2008 il 19 per cento della popolazione viveva sotto quella che le Nazioni Unite definiscono la soglia della povertà assoluta di 1,90 dollari al giorno. Oggi la percentuale è scesa sotto il 9 per cento”. Se la soglia per definire la povertà assoluta si alzasse a 5 dollari al giorno, a quanto salirebbe la percentuale? Giovanni Di Leo In treno da Oslo a Roma ◆ Leggendo l’articolo di Alf Opsahl sul suo viaggio in treno (Internazionale 1266) mi ha lasciato perplesso il contrasto tra l’approccio poco spartano di un giornalista giovane e la sua dichiarazione di intenti: “godersi il viaggio”. Sono appena tornato da un mese di Interrail, e ho percorso quasi tutte le tratte citate nell’articolo. Mi sono rivisto in tutte le situazioni impreviste descritte dall’autore, non condividendo però le sue reazioni. Risulta difficile attraversare l’Europa e “godersi il viaggio” trovando i problemi alle soluzioni. Partendo con un leggero spirito di adattamento il treno sbagliato finisce per portarti in un posto bellissimo, il compagno di diverse vedute diventa stimolante o divertente, e nessuno cerca più la carrozza ristorante, sostituita da ottimi panini fatti a mano. Anch’io ho trovato insensata la prenotazione obbligatoria, e per questo ho spezzato le tratte in tanti regionali scomodi e lenti, che Opsahl sembra non aver sopportato, e che invece mi hanno portato in nuovi posti incredibili. Mario Parolari Errata corrige ◆ Su Internazionale 1272 a pagina 90 il libro di Matthew Neill Null si intitola Come il paradiso, come la morte. Errori da segnalare? correzioni@internazionale.it

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Questo articolo è uscito sul numero 1273 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati