◆ Vi scrivo per condividere un pensiero a proposito delle fioriere citate nell’ultimo editoriale di Giovanni De Mauro (Internazionale 1246). Quelle benedette fioriere, in realtà, sono state un bel grattacapo per Firenze. Tant’è vero che quando sono state sistemate in strada i fiorentini sono insorti. C’era chi se la prendeva con l’estetica, chi con l’ingombro e chi con il loro significato. Perché tutti sappiamo che il vero ruolo di quelle fioriere è dissuasivo, cioè servono a impedire che a Firenze avvengano attentati terroristici con camion diretti sulla folla, come è già successo in altre città. Quelle fioriere sono state attaccate invece dal piccolo corteo di senegalesi connazionali di Idy Diene, che così hanno sfogato chissà quanta oppressione e stanchezza. Insomma, ho trovato le fioriere fortemente rappresentative dei giorni nostri: derise e sbeffeggiate (in pieno stile dissacrante fiorentino) perché rappresentano un metus hostilis che, sotto sotto, ci si vergogna di provare, e poi rimpiante perché distrutte proprio dallo “straniero”. Verrebbe da pensare che è la barriera stessa a creare il suo distruttore. Sabato 10 marzo a Firenze c’è stata una manifestazione pacifica con diecimila partecipanti,
tra cui anche il sindaco. C’erano un sacco di fiori. Non
di fioriere.
_Ernesto _

**Il maschilismo
della Silicon valley **

◆ Il femminismo degli anni sessanta aveva posto i termini della possibile soluzione al problema dell’enorme disparità tra uomo e donna, avendone compreso la valenza politica. Da allora nulla è cambiato, e non capisco perché ci si ostini a discuterne oggi a un livello così parziale e superficiale. Il femminismo è regredito a una semplice richiesta di miglioramento salariale e a percentuali nei consigli di amministrazione, invece che in una doverosa trasformazione della società nella sua totalità?
_Giovanni Di Leo _

Dalla parte
dei trentenni

◆ L’articolo sui millennial (Internazionale 1242) è il perfetto esempio di una visione puramente occidentale delle dinamiche sociologiche. Che i trentenni di oggi siano in una condizione peggiore dei loro genitori è solo parzialmente vero. Lo è sicuramente per i trentenni americani ed europei. Non lo è per quelli asiatici. La loro condizione è nettamente migliorata, soprattutto per chi ha studiato. A volte basta guardare a est per trovare l’altra faccia della medaglia.
Elisa Greco
Errori da segnalare?
correzioni@internazionale.it

Fioriere ◆ Vi scrivo per condividere un pensiero a proposito delle fioriere citate nell’ultimo editoriale di Giovanni De Mauro (Internazionale 1246). Quelle benedette fioriere, in realtà, sono state un bel grattacapo per Firenze. Tant’è vero che quando sono state sistemate in strada i fiorentini sono insorti. C’era chi se la prendeva con l’estetica, chi con l’ingombro e chi con il loro significato. Perché tutti sappiamo che il vero ruolo di quelle fioriere è dissuasivo, cioè servono a impedire che a Firenze avvengano attentati terroristici con camion diretti sulla folla, come è già successo in altre città. Quelle fioriere sono state attaccate invece dal piccolo corteo di senegalesi connazionali di Idy Diene, che così hanno sfogato chissà quanta oppressione e stanchezza. Insomma, ho trovato le fioriere fortemente rappresentative dei giorni nostri: derise e sbeffeggiate (in pieno stile dissacrante fiorentino) perché rappresentano un metus hostilis che, sotto sotto, ci si vergogna di provare, e poi rimpiante perché distrutte proprio dallo “straniero”. Verrebbe da pensare che è la barriera stessa a creare il suo distruttore. Sabato 10 marzo a Firenze c’è stata una manifestazione pacifica con diecimila partecipanti, tra cui anche il sindaco. C’erano un sacco di fiori. Non di fioriere. Ernesto Il maschilismo della Silicon valley ◆ Il femminismo degli anni sessanta aveva posto i termini della possibile soluzione al problema dell’enorme disparità tra uomo e donna, avendone compreso la valenza politica. Da allora nulla è cambiato, e non capisco perché ci si ostini a discuterne oggi a un livello così parziale e superficiale. Il femminismo è regredito a una semplice richiesta di miglioramento salariale e a percentuali nei consigli di amministrazione, invece che in una doverosa trasformazione della società nella sua totalità? Giovanni Di Leo Dalla parte dei trentenni ◆ L’articolo sui millennial (Internazionale 1242) è il perfetto esempio di una visione puramente occidentale delle dinamiche sociologiche. Che i trentenni di oggi siano in una condizione peggiore dei loro genitori è solo parzialmente vero. Lo è sicuramente per i trentenni americani ed europei. Non lo è per quelli asiatici. La loro condizione è nettamente migliorata, soprattutto per chi ha studiato. A volte basta guardare a est per trovare l’altra faccia della medaglia. Elisa Greco Errori da segnalare? correzioni@internazionale.it

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1247 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati