‘Shine on’ è la mia risposta a tutto questo.
Alle bollette, alla fatica, alla politica, alle brutte notizie.
È un modo per dire: non spegnerti. Non scomparire. Tieni accesa la tua luce. E aiuta anche gli altri a tenere accesa la loro”.
Danny Sloggett
Danny Sloggett è un abitante e attivista della comunità di Jaywick Sands, nell’Essex, considerata una delle aree più depresse del Regno Unito. “Shine on” (continua a splendere) è il suo motto e il modo in cui apre e chiude le dirette sui social media in cui racconta le storie e le battaglie degli abitanti di Jaywick.
Shine on nasce da una storia molto personale: quando Sloggett era bambino sua madre aveva dipinto sulla parete accanto alle scale della loro casa la copertina di The dark side of the moon dei Pink Floyd, con il muro nero, il prisma e l’arcobaleno. Solo molti anni dopo Sloggett ha scoperto che la madre lo aveva fatto sapendo di non avere molto tempo da vivere. Dopo la sua morte, l’attivista ha cominciato ad ascoltare i Pink Floyd ogni giorno, e “shine on” invece di un addio – come nel brano Shine on you crazy diamond – è diventato nel tempo un saluto rivolto a tutti.
Il fotografo Alex Zoboli del collettivo Cesura, che ha già vissuto nel Regno Unito in passato, ci torna per raccontare il paese a tre anni dal referendum sulla Brexit. Conosce così Sloggett, che lo accoglie immediatamente nella sua vita e lo porta per le strade di Jaywick.
Il viaggio di Zoboli prosegue poi tra città, località costiere, aree rurali e comunità operaie attraversate da una profonda crisi politica e sociale. Quello che nasce come un reportage si allarga, fino a diventare un racconto contemporaneo del Regno Unito e delle sue trasformazioni: la crisi economica e abitativa, l’aumento del costo della vita, la gentrificazione e il progressivo impoverimento delle comunità più fragili.
Il motto di Sloggett diventa il titolo del suo lavoro, uscito come libro per Cesura Publish nel maggio del 2026. Shine on è anche la chiave di lettura delle sue fotografie: ritratti, paesaggi e scene di vita quotidiana in bianco e nero che si soffermano sulle persone e sui luoghi coinvolti da queste cambiamenti, senza perdere di vista i legami e le forme di solidarietà che continuano a tenere insieme le comunità. Una frase privata assume così una dimensione collettiva: un’esortazione a non spegnersi, a non scomparire e aiutarsi reciprocamente per tenere accesa la propria luce.
In questi giorni Shine on è in mostra alla galleria La Cave di Testaccio, a Roma, fino al 25 ottobre.
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