Il 3 aprile il capo della giunta militare birmana Min Aung Hlaing è stato eletto presidente dal parlamento, consolidando così la sua presa sul potere in questo paese devastato dalla guerra civile, a cinque anni dal colpo di stato.

La sua ascesa da generale a presidente civile arriva dopo le elezioni legislative che si sono tenute tra dicembre e gennaio, vinte a larga maggioranza da un partito sostenuto dall’esercito e considerate una farsa dall’opposizione, dalle Nazioni Unite e dai governi occidentali.

Min Aung Hlaing, 69 anni, ha trascorso anni turbolenti al potere da quando nel 2021 ha rovesciato l’amministrazione della premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi e l’ha messa agli arresti, scatenando un’ondata di proteste che si è trasformata in resistenza armata.

Il 3 aprile i deputati del Partito dell’unione della solidarietà e dello sviluppo, e altri nominati direttamente dalle forze armate, si sono coalizzati per sostenere Min Aung Hlaing, che ha quindi vinto con ampio margine.

Il capo della giunta militare ha ottenuto 429 voti, contro i 126 di Nyo Saw, generale in pensione e primo ministro della giunta.

Nei giorni scorsi Min Aung Hlaing aveva proceduto a un importante rimpasto nella leadership delle forze armate della Birmania, che guidava dal 2011.

Il 30 marzo, contemporaneamente alla sua candidatura alla presidenza, aveva designato Ye Win Oo, un ex capo dei servizi segreti considerato un fedelissimo, come suo successore alla guida delle forze armate.

L’elezione di Min Aung Hlaing alla presidenza è considerata dai principali analisti politici birmani un tentativo di consolidare il suo potere a capo di un governo nominalmente civile per ottenere maggiore legittimità internazionale, proteggendo al contempo gli interessi delle forze armate, che hanno governato direttamente il paese per cinque degli ultimi sei decenni.

“Da tempo aveva l’ambizione di scambiare il titolo di comandante in capo con quello di presidente, e a quanto pare i suoi sogni sono diventati realtà”, ha dichiarato l’analista indipendente Aung Kyaw Soe.

La Cina, alleata di lunga data della Birmania, si è subito congratulata con Min Aung Hlaing e ha affermato che sosterrà il nuovo governo nel tentativo di riportare la pace e la stabilità nel paese.

La guerra civile continua infatti a infuriare, mentre le forze armate birmane sono state accusate dalle organizzazioni per i diritti umani e dagli esperti delle Nazioni Unite di commettere atrocità contro la popolazione civile.

Questa settimana alcuni gruppi antigovernativi, tra cui vari gruppi etnici ribelli, hanno formato un nuovo fronte comune per combattere le forze armate.

Nel 2024 il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) aveva chiesto un mandato d’arresto per Min Aung Hlaing, accusato di crimini contro l’umanità nei confronti della minoranza musulmana rohingya.