Le speranze di una rapida conclusione della guerra in Medio Oriente sono svanite il 2 aprile dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un’intensificazione degli attacchi contro l’Iran, in un discorso molto atteso che ha però deluso gli investitori.
I mercati azionari hanno registrato forti perdite e i prezzi del petrolio sono risaliti dopo che Trump ha dichiarato che le operazioni militari sarebbero state rafforzate nelle prossime due o tre settimane, senza fornire una tempistica concreta per la fine di una guerra che ha scatenato il caos nell’approvvigionamento energetico globale.
“Siamo sulla buona strada per raggiungere in tempi brevi tutti i nostri obiettivi militari”, ha affermato Trump la sera del 1 aprile.
“Nelle prossime due o tre settimane li colpiremo molto duramente, riportandoli all’età della pietra, dove meritano di stare”.
Trump ha anche lasciato intendere che la guerra s’intensificherà ulteriormente se i leader iraniani non cederanno alle richieste degli Stati Uniti, con possibili attacchi alle infrastrutture energetiche e petrolifere dell’Iran.
|
Iscriviti a Mediorientale |
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a Mediorientale
|
|
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
| Iscriviti |
Il prezzo del petrolio Brent è aumentato di circa il 5 per cento, arrivando a 106,16 dollari al barile, mentre le principali borse asiatiche hanno registrato forti perdite.
Nel suo discorso Trump ha però affermato che gli Stati Uniti non hanno bisogno della riapertura dello stretto di Hormuz e ha invitato gli alleati che dipendono dal petrolio della regione ad attivarsi autonomamente.
“Molti statunitensi sono preoccupati per il recente aumento dei prezzi della benzina in patria”, ha dichiarato. “Ma quest’aumento, che sarà di breve durata, è il risultato dei folli attacchi terroristici sferrati dal regime iraniano contro le petroliere di stati del Golfo che non hanno niente a che fare con il conflitto in corso”.
Il 1 aprile il Fondo monetario internazionale (Fmi), la Banca mondiale e l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) hanno avvertito che la guerra sta producendo effetti “sostanziali, globali e altamente asimmetrici”, e hanno affermato che è in preparazione una risposta coordinata, anche attraverso un sostegno finanziario ai paesi più colpiti.
“L’Iran era a un passo dal produrre le armi nucleari”, ha dichiarato Trump nel suo discorso, senza fornire prove, rivendicando “vittorie rapide, decisive e schiaccianti sul campo di battaglia”.
“Stiamo smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l’America e di estendere il proprio potere all’estero”, ha aggiunto.
Poco prima delle dichiarazioni di Trump, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva affermato in una lettera indirizzata ai cittadini statunitensi che il suo paese non nutre alcuna ostilità nei loro confronti.
Trump ha dichiarato che sono in corso negoziati con i nuovi leader iraniani, che ha definito meno radicali rispetto ai precedenti. In precedenza aveva riferito sui social media che l’Iran aveva chiesto un cessate il fuoco. Teheran aveva reagito smentendo di aver mai formulato una richiesta simile.