Il 15 marzo l’esercito israeliano ha annunciato di aver intrapreso “operazioni di terra limitate” contro Hezbollah nel sud del Libano, sostenendo di voler proteggere gli abitanti del nord d’Israele dai lanci di razzi del gruppo filoiraniano Hezbollah.
Dall’inizio del mese Israele sta conducendo delle incursioni di terra con soldati e mezzi corazzati parallelamente alla sua campagna di bombardamenti massicci sul Libano.
“Negli ultimi giorni i soldati della novantunesima divisione hanno avviato operazioni di terra limitate e mirate contro le roccaforti di Hezbollah nel sud del Libano, con l’obiettivo di rafforzare la zona di difesa avanzata israeliana”, ha affermato l’esercito in un comunicato.
“Più nel dettaglio, queste operazioni mirano a smantellare le infrastrutture terroristiche e a eliminare i terroristi che operano nella zona, in modo di aumentare la sicurezza degli abitanti del nord d’Israele”, ha aggiunto.
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L’esercito ha sottolineato che prima delle operazioni di terra erano stati condotti nella zona “massicci attacchi d’artiglieria e aerei contro obiettivi terroristici”.
Un portavoce dell’esercito, Nadav Shoshani, ha dichiarato alla stampa che i soldati israeliani hanno occupato nuove posizioni nel sud del Libano.
“Hezbollah stava cercando di estendere le sue operazioni, lanciando centinaia di razzi al giorno in direzione d’Israele e inviando nel sud del Libano centinaia di terroristi dell’unità Al Radwan”, ha affermato per giustificare le operazioni di terra.
Il Libano era stato trascinato nella guerra in Medio Oriente il 2 marzo, quando Hezbollah aveva preso di mira Israele in risposta all’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran e all’omicidio della guida suprema iraniana Ali Khamenei.
Israele aveva reagito lanciando massicci attacchi aerei sul Libano, che finora hanno causato almeno 850 morti e 830mila sfollati.