Il 26 febbraio, in occasione della sua testimonianza davanti ai membri di una commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Epstein, l’ex segretaria di stato Hillary Clinton è passata al contrattacco, chiedendo che sia convocato Donald Trump.
Dopo aver testimoniato, ha dichiarato alla stampa di non aver mai incontrato il criminale sessuale Jeffrey Epstein. Per quanto riguarda suo marito, l’ex presidente Bill Clinton, che era amico del finanziare newyorchese morto in prigione nel 2019, si è detta certa che non fosse a conoscenza dei suoi crimini.
“Se la commissione volesse veramente arrivare alla verità sul caso Epstein, chiederebbe all’attuale presidente degli Stati Uniti di spiegare sotto giuramento come mai il suo nome compaia decine di migliaia di volte nel dossier”, ha affermato sul social network X.
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Alcuni membri della commissione parlamentare, a maggioranza repubblicana, avevano raggiunto Chappaqua, una cittadina a nord di New York dove i coniugi Clinton hanno una casa, per ascoltare l’ex segretaria di stato. Il 27 febbraio è invece prevista la testimonianza di Bill Clinton.
L’ex presidente democratico aveva viaggiato spesso a bordo del jet privato di Epstein ed era stato fotografato più volte in sua compagnia.
“Abbiamo molte domande per lui”, ha dichiarato in serata il repubblicano James Comer, il presidente della commissione, sottolineando che Hillary Clinton aveva risposto “una dozzina di volte” che le domande poste a lei avrebbero dovuto essere poste al marito.
Davanti alla stampa l’ex segretaria di stato ha tuttavia ribadito la linea difensiva del marito in vista dell’udienza del giorno successivo. “Ha chiuso i suoi rapporti con Esptein molti anni prima che venissero alla luce i suoi crimini”.
All’inizio di febbraio Bill e Hillary Clinton avevano accettato di testimoniare sul caso Epstein, dopo che il 21 gennaio la commissione aveva avviato un procedimento contro di loro, che in un primo momento avevano rifiutato, per oltraggio al congresso.
Tra il 24 e il 25 febbraio alcuni mezzi d’informazione statunitensi avevano accusato il dipartimento della giustizia, guidato da Pam Bondi, di aver rimosso dal dossier Epstein dei documenti che citavano Trump, comprese accuse di abusi sessuali nei confronti di persone minorenni.
“Si tratta di documenti in cui il presidente degli Stati Uniti è accusato di fatti molto gravi di violenza sessuale. Chiediamo che sia convocato immediatamente per testimoniare davanti alla commissione”, ha affermato il 26 febbraio il deputato democratico Robert Garcia.