Il 12 gennaio tre ex presidenti della Federal reserve (Fed), la banca centrale degli Stati Uniti, hanno contestato un’azione legale del dipartimento della giustizia contro l’istituto, denunciando un uso politico della giustizia per minarne l’indipendenza.
“Una cosa simile non può avere posto negli Stati Uniti”, hanno affermato in un comunicato congiunto Alan Greenspan, Ben Bernanke e Janet Yellen, insieme ad altri ex alti funzionari economici.
“La storia c’insegna che i tentativi indebiti d’influenzare la politica monetaria provocano conseguenze molto spiacevoli, tra cui instabilità economica e forte inflazione”, ha dichiarato invece John Williams, presidente della Federal reserve bank di New York.
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La sera dell’11 gennaio il presidente della Fed Jerome Powell aveva annunciato che l’istituto è minacciato da azioni legali del dipartimento della giustizia, che si aggiungono alle molteplici pressioni esercitate nell’ultimo anno dal presidente statunitense Donald Trump.
“La Fed ha ricevuto una convocazione del dipartimento della giustizia che potrebbe portare a un’accusa penale, legata a una mia audizione del giugno scorso su un progetto di ristrutturazione della sede dell’istituto”, aveva spiegato in un comunicato.
Secondo lui, la convocazione rientra nelle pressioni esercitate da Trump sull’istituto per spingerlo ad abbassare maggiormente i tassi d’interesse, in un momento in cui l’inflazione rimane però al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento.
Il 12 gennaio anche alcuni parlamentari repubblicani hanno contestato l’azione legale avviata dall’amministrazione Trump.
“La posta in gioco è troppo alta per chiudere gli occhi: se la Fed perdesse la sua indipendenza, ne risentirebbero la stabilità dei mercati e l’economia nel suo insieme”, ha dichiarato sul social network X la senatrice repubblicana Lisa Murkowski.
Come il suo collega Thom Tillis, Murkowski ha avvertito che non appoggerà alcun candidato di Trump alla carica di presidente della Fed finché la questione non sarà risolta.
Il mandato di Powell scadrà a maggio e Trump potrà quindi nominare un successore. Si parla insistentemente del suo principale consigliere economico, Kevin Hassett.
Il caso Lisa Cook
Prima ancora della sua rielezione, Trump aveva più volte accusato Powell di non agire rapidamente per abbassare i tassi d’interesse.
Dopo il suo ritorno alla Casa Bianca aveva accentuato le pressioni, definendo il presidente della Fed “un imbecille” e cercando di destituirlo.
Oltre a Powell, Trump aveva anche cercato di destituire una delle governatrici della Fed, Lisa Cook. La questione sarà esaminata nelle prossime settimane dalla corte suprema.