L’11 novembre i soccorritori filippini, muniti di escavatori e motoseghe, hanno cominciato a ripulire le aree devastate dal tifone Fung-wong, approfittando del calo del livello delle acque, mentre il bilancio è salito a 25 morti.

Il tifone, che ha costretto 1,4 milioni di persone a lasciare le loro case, è stato poi declassato a tempesta tropicale e si sta attualmente dirigendo verso l’isola di Taiwan, che raggiungerà il 12 novembre.

Fung-wong si era abbattuto sulla costa orientale delle Filippine la sera del 9 novembre, pochi giorni dopo il passaggio del tifone Kalmaegi, che ha causato almeno 232 morti, secondo gli ultimi dati disponibili.

Nelle province di Isabela e Nueva Vizcaya, nel nord dell’arcipelago, molte località sono ancora isolate a causa delle alluvioni e delle frane.

“Il bilancio provvisorio è di 25 morti, 19 dei quali nella regione amministrativa Cordillera”, ha dichiarato Rafaelito Alejandro, vicedirettore della protezione civile, sottolineando che la maggior parte delle vittime è da attribuire alle frane.

“La sfida più grande per noi in questo momento è ripristinare l’accesso alle zone rimaste isolate, sgomberare le strade e riparare le linee elettriche e di comunicazione”, ha aggiunto.

Dall’inizio dell’anno le Filippine sono state colpite da ventuno tifoni o tempeste tropicali.

400 millimetri di pioggia

Fung-wong si sta ora dirigendo verso Taiwan, dove l’11 novembre molte scuole e uffici pubblici sono rimasti chiusi.

Secondo i meteorologi locali, nelle prossime ventiquattr’ore cadranno fino a 400 millimetri di pioggia.

Il presidente taiwanese Lai Ching-te ha esortato la popolazione a “evitare le zone montuose, le spiagge e altri luoghi pericolosi”.

Secondo gli scienziati, il cambiamento climatico causato dalle attività umane sta aumentando l’intensità e la frequenza degli eventi estremi.