Il 25 luglio l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto al Regno Unito di revocare il divieto imposto al gruppo Palestine action, contestando un “uso distorto della legislazione antiterrorismo”.

“La decisione appare sproporzionata e limita i diritti di tante persone che fanno parte del gruppo o che lo sostengono, e che non hanno mai commesso atti illeciti”, ha affermato in un comunicato.

Il divieto, basato su una legge antiterrorismo, è stato imposto all’inizio di luglio dopo che alcuni attivisti di Palestine action avevano fatto irruzione in una base aerea nel sud dell’Inghilterra e spruzzato vernice rossa su due aerei, causando danni stimati in sette milioni di sterline (circa otto milioni di euro).

“Il divieto solleva seri dubbi sull’applicazione di leggi antiterrorismo ad atti che non rientrano nella definizione di terrorismo, e ostacola l’esercizio di libertà fondamentali nel Regno Unito”, ha affermato Türk.

“In base al diritto internazionale, gli atti terroristici sono quelli volti a causare morte o lesioni gravi, o a prendere ostaggi, con l’obiettivo d’intimidire una popolazione o costringere un governo ad agire o ad astenersi dall’agire”, ha dichiarato.

“Oltretutto con questo divieto è diventato reato sostenere Palestine action o indossare abiti che indicano sostegno al gruppo”, ha aggiunto.

L’appartenenza o il sostegno al gruppo sono infatti punibili con pene detentive fino a 14 anni.

Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, dall’entrata in vigore del divieto la polizia britannica ha arrestato più di duecento manifestanti, molti dei quali pacifici.

Palestine action, che sostiene la causa palestinese, ha definito il divieto un attacco alla libertà d’espressione.

“Esorto il governo britannico a revocare il divieto imposto a Palestine action e a chiudere indagini ed eventuali procedimenti penali nei confronti dei manifestanti arrestati”, ha dichiarato Türk.

“Invito inoltre il governo a modificare la legislazione antiterrorismo, e in particolare la definizione di atto terroristico, per renderla pienamente conforme al diritto internazionale”.