Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sto organizzando il mio matrimonio, che si terrà quest’estate. Io e il mio partner stiamo puntando a fare un evento informale, divertente e pieno d’amore. Purtroppo i miei genitori sono sostenitori del movimento Maga. E si divertono un mondo a prendermi in giro. L’altro giorno, durante una delle loro rarissime telefonate, hanno cominciato a blaterare d’indossare abbigliamento Maga alla cerimonia, aggiungendo di volersela prendere contro la gente con i tatuaggi e di insultare le mie amicizie trans. Ovviamente io gli ho detto che non andava bene. Dato che noi e molti dei nostri amici siamo queer, trans e non conformi in tanti modi geniali e meravigliosi, mi mette profondamente a disagio l’idea che vengano al matrimonio. (Non avrei dovuto invitarli.) I miei genitori sono anziani e io continuo a sperare di averci un rapporto, nonostante tutte le prove del fatto che mi considerano spazzatura. Questa, però, mi sembra davvero l’ultima goccia. Posso sopportare i loro insulti, ma i miei amici non se lo meritano. Anche se così facendo potrei recidere gli ultimi brandelli di rapporto che ci restano, sento che non dovrebbero partecipare a questo evento. Faccio bene a ritirare l’invito? Mi sembra l’unica scelta possibile. Sarebbe giusto mentire e dire che l’evento è stato annullato? Perché ho così tanta paura di allontanare persone che cercano aggressivamente di allontanare me? Vorrei avere un terapeuta!

– Wanna Have A Therapist

Il tuo desiderio è stato esaudito: Lori Gottlieb è una psicoterapeuta e co-conduttrice dei popolari podcast Dear therapists e Since you asked. Tiene anche una fantastica rubrica di consigli intitolata Ask the therapist per il New York Times, e il suo memoir –Maybe you should talk to someone – ha venduto più di tre milioni di copie.

“Invece di ritirare l’invito ai genitori”, dice Gottlieb, “dovrebbe essere What a stabilire le condizioni dell’invito e lasciare ai genitori la scelta di venire o meno. In altre parole, dovrebbe lasciare che siano i genitori a disinvitarsi da soli”.

Gottlieb – che si prodiga sempre per chiunque le scriva o la chiami – è stata così gentile da stendere una bozza di email che potresti inviare ai tuoi genitori: “Mi farebbe molto piacere che foste entrambi presenti al mio matrimonio, ma alla luce della nostra telefonata dell’altro giorno, voglio chiarire che l’invito comporta alcune regole per rendere questa giornata felice per me, il mio partner e i nostri ospiti: tenere per voi le vostre opinioni politiche e quelle su sessualità e genere, non fare commenti diretti o indiretti su nessuno degli ospiti e non indossare nulla che esprima tali opinioni; e niente “battute” su questi argomenti. Un matrimonio non è il contesto adatto. Se potete impegnarvi a rispettare queste condizioni, fantastico! Altrimenti, vi prego di rifiutare l’invito e potremo festeggiare in un altro modo e in un altro momento”.

Ora, trovo plausibile che i tuoi genitori, sostenitori del movimento Maga – e i genitori pro-Maga di chiunque – accettino le tue condizioni e poi si presentino al tuo matrimonio comportandosi da stronzi, salvo poi fare le vittime quando gli sarà detto che si stanno comportando da stronzi. È così che si comportano i nostri parenti pro-Maga: possono dire tutto quello che gli pare perché “la mia è libertà di parola”, ma a nessuno è permesso rispondere.

Quindi cosa fai se i tuoi genitori – dopo un bicchiere o tre di champagne – tornano alle vecchie abitudini e cominciano a fare gli stronzi che sono?

“What dovrebbe ignorarli”, ha detto Gottlieb, “il che dovrebbe essere abbastanza semplice, visto che sarà circondata da una comunità di amici affettuosi, e poi non invitarli mai più a niente. Dovrebbe ricordare ai genitori che sono stati loro, e non lei, a scegliere di essere esclusi d’ora in avanti: ‘L’invito al matrimonio era accompagnato da una serie chiara di regole che avete scelto di non seguire, quindi non vi inviteremo più’”.

Ecco un altro parere: l’idea di ritirare l’invito ai tuoi genitori ti causa stress, ma lasciarli partecipare significa convivere con lo stress di come potrebbero comportarsi al tuo matrimonio, ogni giorno fino alla cerimonia, e poi ogni minuto in cui saranno presenti. Se a questo punto i tuoi genitori sono ancora sul treno di Trump (statunitensi giustiziati per strada, immigrati che spariscono in carceri stranieri, una guerra disastrosa contro l’Iran, prezzi della benzina e inflazione alle stelle), vuol dire che sono irrecuperabili.

Si sta profilando una rottura, What, e penso che dovresti toglierti il pensiero prima del matrimonio. Mandarli affanculo e stop (Maes!) sarà stressante, ma il tuo stress finirà nel momento stesso in cui premerai il grilletto, cioè revocherai l’invito.

P.s. Non sono un terapeuta – né psico né altro – quindi probabilmente ti conviene seguire il consiglio di Gottlieb, non il mio.

P.p.s. Se decidi di far venire i tuoi genitori, chiedi ai tuoi amici queer e trans – come regalo per te – di non abboccare all’esca. Niente infastidisce di più quegli stronzi Maga di uno sguardo assente, quindi ignorarli regalerà ai tuoi amici una grande soddisfazione: la gioia di negare a quegli stronzi dei tuoi genitori la reazione che cercavano.

Seguite Lori Gottlieb su Instagram e visitate il suo sito web per saperne di più sul suo lavoro, i suoi libri e i suoi eventi pubblici.

Il fidanzato del fratello minore di mio marito era su Grindr mentre stavamo tutti insieme in vacanza con la famiglia su una nave da crociera. E io cosa ci facevo su Grindr? La stessa cosa. Ho quindici anni più di mio marito. Ho un grande appetito sessuale, lui no. Ho fatto un salto su Grindr per vedere chi c’era in giro. Avrei fatto qualcosa? Sinceramente forse sì, se si fosse presentata l’occasione giusta. Non so se io e mio marito siamo in coppia aperta o no. Ci scherziamo sopra di continuo. Ho creato un profilo e ho caricato una mia foto. Non temevo di essere riconosciuto. È stato allora che mi sono imbattuto nel profilo del fidanzato di mio cognato. Quello in foto era sicuramente lui. Nel profilo c’era scritto che stava cercando un dom daddy. (Lui è il più giovane della coppia). Non ho detto nulla a mio cognato perché non è una faccenda che mi riguarda e non so quali siano i loro accordi di coppia. Non ho idea se abbia detto a mio cognato di avermi visto, ma presumo di no, vista la minaccia di una distruzione reciproca assicurata. So che si è accorto che avevo guardato il suo profilo perché è sparito subito. Non mi preoccupa che possa dire qualcosa a mio marito, e in tutta sincerità non mi dispiacerebbe se lo facesse, dato che sarei ben disposto ad affrontare quel discorso insieme a mio marito. Non direi nulla al fidanzato di questo ragazzo – cioè non direi nulla a mio cognato – neanche se lui, il fidanzato, dicesse qualcosa a mio marito perché, ripeto, la loro relazione non mi riguarda. Ma sto sbagliando? Dovrei dire qualcosa a mio cognato prima che si sposi con quest’uomo?

– Somewhat At Sea Since Yesterday

P.s. Siamo tutti gay – spero sia chiaro – ma mi chiedo quali regole varrebbero se i protagonisti di questo piccolo dramma familiare fossero eterosessuali.

Innanzitutto, leggere la tua domanda mi ha fatto venire l’emicrania. Il tuo stile è contorto, Sassy, e ho fatto fatica a tenere a mente chi fosse chi, tra i vari personaggi.

Poi, se tu volessi affrontare un discorso sull’essere o meno in coppia aperta – con tuo marito, non con me – ci sono modi più semplici per avviare quel discorso, invece di aspettare che uno sbarbatello spifferi a tuo marito di averti visto su Grindr.

Inoltre andare su Grindr per dare un’occhiata in giro non è sbagliato, o almeno non è peggio di quando la gente impegnata e monogama andava in giro per bar (gay o etero) prima che arrivassero le app. Le persone sposate o accoppiate che non avevano interesse a tradire potevano frequentare locali in cui si rimorchiava per buttare un occhio in giro, darsi una botta di autostima o fantasticare sulle varie possibilità. Però correvano il rischio di essere riconosciuti da un amico, un vicino o un familiare.

Se quell’amico, vicino o familiare fosse stato a sua volta in una relazione monogama, entrambe le parti potevano fare affidamento sulla dottrina della distruzione reciproca per proteggersi: se avessero fatto saltare in aria la tua storia, tu avresti potuto far saltare in aria la loro. (Se la persona che ti aveva avvistato nel locale in cui si rimorchiava era single, dovevi o scopartela o farla ammazzare. Quelle erano le regole). L’altro rischio di avventurarsi in un locale del genere, ai tempi, o di usare le app, oggi, era ed è, be’, non era e non è quello di essere indotti in tentazione. Chi usa le app o frequenta i locali dove si rimorchia si espone volontariamente alla tentazione. Il rischio era ed è quello di imbattersi in un’occasione a cui non puoi resistere.

Da ultimo, siccome è possibilissimo che tuo cognato e il fidanzato siano in coppia aperta – come lo sono molte, se non la maggior parte, delle coppie gay – puoi darti una giustificazione razionale al fatto di tenere la bocca chiusa. Se i protagonisti fossero etero, il mio consiglio potrebbe essere diverso, dato che la maggior parte delle coppie eterosessuali sono chiuse. E se quello che hai avvistato su Grindr fosse il futuro marito di tua cognata, ovviamente dovresti dire qualcosa a qualcuno.

P.s. Ecco come puoi rompere il ghiaccio con tuo marito: “Sai se la relazione di tuo fratello è aperta? Ho scaricato Grindr sulla nave – solo per dare un’occhiata – e ci ho trovato il suo fidanzato. Non sono affari nostri, ovviamente, e non voglio creare casini. Però mi chiedevo se fossero in coppia aperta. E già che ci siamo, tesoro, me lo chiedo anche di noi due”.

Da quando il mio ragazzo si è trasferito nel suo appartamento al piano terra nove anni fa, casa sua è stata allagata almeno venti volte dal suo vicino del piano di sopra, un uomo sulla cinquantina. Ogni volta che va a bussare dal vicino per dirgli: “Guarda che sta risuccedendo”, il tizio apre la porta con indosso un vestito o della biancheria intima strana che il mio ragazzo, etero e vanilla, fatica a descrivere. Il vicino si profonde subito in mille scuse prima ancora che il mio ragazzo possa dire qualcosa, come se sapesse già di aver causato l’allagamento. Sto cercando di aiutare il mio ragazzo a risolvere la questione per via legale e a vendere l’appartamento. Mi sono anche ritrovata a sprecare un sacco di energie mentali nel tentativo di capire esattamente cosa stia succedendo. Esiste forse una qualche perversione in cui le persone provano piacere nel veder traboccare le vasche da bagno? C’è gente che si masturba al suono dell’acqua che scorre? Non riesco a capire perché apra la porta travestito da capo a piedi, se ha davvero intenzione di fare il bagno. Succede sempre quando la moglie di questo tizio è via, e dopo manda una email con delle scuse esagerate al mio ragazzo, dicendosi mortificato e che ha semplicemente perso la cognizione del tempo, ed è per quello che la vasca è traboccata. Ho visto quelle email: sembrano scritte in preda a una qualche spirale di vergogna post-masturbatoria. Che sta succedendo?

– Freaky Looking Overflowing Old Dude

Il vicino del piano di sopra del tuo ragazzo non si eccita per le vasche da bagno che traboccano o per il rumore dell’acqua che scorre. È un travestito con una fissazione per l’umiliazione, Flood, che si eccita nel farsi “beccare” mentre indossa un vestito o della biancheria intima così stramba da sfuggire alle capacità descrittive di un ragazzo etero.

A un certo punto – forse anche prima che il tuo ragazzo si trasferisse – questo vecchio pervertito si è reso conto che far traboccare la vasca avrebbe fatto salire da lui il vicino del piano di sotto. Quindi ora, quando è a casa da solo, il vecchio pervertito controlla per assicurarsi che anche il tuo ragazzo sia in casa.

In quel caso, Flood, il vecchio pervertito riempie la vasca e si infila un vestito o della biancheria stramba, poi va a sedersi in salotto a masturbarsi in attesa che il tuo ragazzo bussi alla porta. Dopo essere stato “beccato” di nuovo, e aver tirato fuori ancora una volta le stesse scuse banali (leggi: dopo il brivido di essersi mostrato ancora una volta al tuo ragazzo), il vecchio pervertito chiude il rubinetto e poi riprende a masturbarsi mentre pensa all’espressione sul volto del tuo ragazzo, svuotando al tempo stesso la vasca e le palle.

Benché non ci sia nulla di male nel pensare a un vicino mentre ci si masturba – ognuno di noi è libero di masturbarsi pensando a chiunque e a qualunque cosa gli piaccia – costringere un vicino a fare un’apparizione a sorpresa nel tuo appartamento mentre ti stai masturbando non va bene.

Altre due cose che non vanno bene: il vecchio pervertito che sfrutta le norme sociali di buon vicinato (essere beneducati, evitare conflitti, ecc.) contro uno che ha messo in una posizione scomoda per la propria gratificazione sessuale (pessimo davvero) e poi invia email di “scuse” manipolatorie che dipingono il vecchio pervertito come la vittima (praticamente quasi una mossa da“Darvo”).

Dici che tutto questo è cominciato non appena il tuo ragazzo si è trasferito nell’appartamento, Flood, il che significa che il vecchio pervertito probabilmente faceva la stessa cosa a chiunque vivesse nell’appartamento del tuo ragazzo prima di lui. Non sono un avvocato specializzato in diritto immobiliare, ma se stai cercando di fare causa al vicino del piano di sopra o al padrone di casa del tuo ragazzo, credo che una dichiarazione giurata dell’ex inquilino dell’appartamento, insieme a quelle email di scuse esagerate, sarebbero una prova schiacciante per vincere la causa a mani basse.

P.s. Hai assolutamente ragione sulle condizioni mentali del vicino quando scrive al tuo ragazzo quelle scuse esagerate: il vecchio pervertito è in preda a una spirale di vergogna. Ma non appena si arraperà di nuovo, tornerà a guardare voglioso la vasca da bagno. Il che mi riporta a quelle email esagerate: il tuo ragazzo potrebbe riuscire a mettere fine a questa situazione se dicesse al vecchio pervertito che stamperà copie di quelle email e le farà recapitare a sua moglie e all’amministrazione condominiale, se si azzardasse ad allagargli casa un’altra volta.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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