Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.
Sono una donna bisessuale e cisgender vicina ai cinquanta, e vivo nella Bay Area. Frequento un uomo da sei mesi e siamo innamoratissimi. I suoi amici sono dei gran festaioli, con loro si beve e altro, e ci divertiamo un sacco a ballare. In queste serate di festa ho conosciuto uno di loro – trentenne – e non volendo farlo sentire escluso (eravamo quasi tutte coppie) gli ho messo le braccia al collo e ci siamo strusciati coi fianchi e il sedere sulla pista. Ballavamo tutti insieme. Sono abbastanza sicura che mi abbia palpato il culo mentre limonavo con il mio compagno.
Un mese dopo eravamo di nuovo tutti a ballare quando l’amico ha cominciato a dirmi cose tipo: “Uh, sei pericolosa” e “Se non ci fosse di mezzo il tuo ‘ragazzo’, io e te combineremmo qualcosa”. Io mi sono messa a ridere, ma gli ho anche detto di smetterla. Gli ho spiegato che sono innamoratissima del mio compagno, che fra l’altro è un suo amico, e che non farei mai niente che possa mettere a rischio il nostro rapporto. Con due parole l’ho sistemato. Ora però mi sembra di avere un segreto, perché non l’ho raccontato al mio compagno. Non voglio causargli problemi con l’amico. Più avanti il mio compagno mi ha raccontato che il suo amico ha una cotta per una delle altre donne del gruppo – che sta in coppia poliamorosa – quindi forse vuole dire che si comporta spesso così? Che devo fare?
– Groping Really Isn’t Nice, Dude
Con le parole giuste l’hai sistemato, e hai fatto bene. Ora te ne servono altre: “Quel tuo amico ha una cotta anche per me”. Racconta al tuo compagno che ti sei strusciata un po’ con il suo amico mentre eravate tutti a ballare, solo per non farlo sentire escluso in quella festa dove eravate tutti un po’ alterati, e che il suo amico ha frainteso le tue intenzioni (interpretazione generosa) o ne ha approfittato (interpretazione meno generosa) e ti ha palpato il culo. E ora dice cose che sembrano uscite da un documentario di Netflix su un delitto – “Solo in seguito mi resi conto che meditava di togliere di mezzo il mio compagno una volta per tutte” – e tu hai paura che le cose possano precipitare.
In genere non credo che le palpate mentre si balla meritino il beneficio del dubbio, Grind, ma qui abbiamo a che fare con un soggetto noto: ci ha già provato con le compagne di altri, ma non è stato allontanato dal gruppo. Quindi o ha saputo farsi perdonare con altre qualità – per esempio il saper incassare un rifiuto dopo aver frainteso i segnali di qualcuno (com’è facile quando si è un po’ sballati o si è bevuto o se si ragiona con l’uccello) – oppure non ha ancora esaurito la pazienza del gruppo, ma poco ci manca.
Se il tuo compagno se la prende con te quando gli dirai cosa è successo, Grind, non è un buon segno. Se invece capisce che il problema non sei tu ma l’amico, e ti chiede cosa vuoi che faccia (lasciarti sbrigare la cosa da sola, dire qualcosa al suo amico, confrontarsi con il resto del gruppo), è un ottimo segno.
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Sono più vecchio di quanto crederesti possibile, eppure continuo a volere, cercare, e (cosa alquanto interessante) trovare con una certa facilità partner sessuali del tipo che preferisco. Sono un gay anziano ed effeminato e in genere cerco uomini di mezza età assai dominanti. Mi piace indossare per loro biancheria intima ed essere più femminile che posso. Il problema è che, da comune professionista borghese, fuori dal letto non sono così frou-frou, mentre in privato cambia tutto. A quel punto divento una “cosa” sottomessa e iperfemminile. Quanto è schizofrenica questa cosa? Non mi sento affatto trans e non sono una donna. Ma visto che il mio atteggiamento e aspetto maschili nel quotidiano sono tanto sfasati rispetto a chi sono a letto, dovrei preoccuparmi? Devo far coincidere queste mie due identità? E, se sì, come? Ho il dovere etico di rendere più pubblica la mia versione privata? Oppure non ha importanza, vista la mia età?
Pervert In Naughty Knickers
Puoi benissimo essere un pervertito in privato; per molte persone è proprio quella la parte più eccitante. E per molti di noi, Pink, il sesso è una forma di gioco in cui siamo liberi di essere il contrario della persona che siamo – o fingiamo di essere – per la maggior parte del tempo. Pensa al cliché del potente amministratore delegato a cui piace farsi portare al guinzaglio da una dominatrice in un dungeon a pagamento. Non solo non è tenuto a fondere le sue due identità (l’uomo che è ai vertici dell’azienda, il sottomesso che va a quattro zampe nel dungeon), ma fonderle sarebbe un errore. Innanzitutto gli farebbe perdere all’istante il posto di lavoro, e dunque non potrebbe più permettersi quegli appuntamenti con la dominatrice. Inoltre, cosa ancora peggiore, non vivrebbe più quel contrasto che rende così sexy e appaganti quelle scene kinky. Non è solo la trasgressione a eccitarlo, ma l’ambiguità. Chi è il vero lui: l’amministratore delegato o il sottomesso?
Lo stesso vale per te. Non sei trans: qui non si tratta della tua identità di genere, ma di trasgressione e ambiguità, di finzione e dualismo. Non sei tenuto a far coincidere quelle due versioni di te così diverse, Pink, e non potresti neppure se lo volessi. Però puoi godertele entrambe.
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Provo un’attrazione specifica tanto insolita quanto intensa: mi affascina la nuca delle persone, cioè la zona occipitale, la curva dove il cranio incontra il collo. Per me è un fatto squisitamente erotico, non solo estetico. Esistono altri occipitofili come me al mondo? E come faccio a parlarne ai partner senza sembrare strano? Mi piacerebbe baciare e accarezzare una nuca, ma non so come dar voce a questo mio desiderio. È una cosa diffusa al punto che esistono delle comunità, o sto attraversando un territorio inesplorato?
David In London
Stai parlando di baciare la nuca a qualcuno, Dil, non di strapazzargli le budella. Baciare qualcuno sul collo – che sia la gola o la nuca – è un gesto alquanto comune; se ti scopi qualcuno da dietro, sarebbe strano se non gliela baciassi. Perciò si tratta di un gesto e di una pratica diffusi, Dil, e non di un kink, il che significa che non occorre parlarne in anticipo. Se a una persona non piace essere baciata sul collo – nuca o gola – spetta a lei comunicare a un nuovo partner che deve lasciare in pace quella zona.
Ripeto, non stiamo parlando di infilare un braccio nel culo a una persona, Dil, ma di baciarla in un punto dove è già stata baciata. Quando un nuovo partner commenterà il fatto che ti piace indugiare su quel punto – all’incontro fra cranio e collo – allora potrai parlargli della tua attrazione speciale. Chiedere il permesso prima di baciare una parte dove chiunque si aspetta di essere baciato, quello sì che ti farà sembrare strano.
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Sono un maschio gay trentenne e vivo a San Francisco. C’è questo tizio. Certe persone ti basta vederle in faccia una volta, e hai subito il presentimento che te le sposerai. Lui però non ha mai ricambiato. Sulle app mi ha sempre ignorato. Dopo qualche anno, quando ho messo su un po’ di muscoli, mi ha dato un po’ più di corda ma alla fine è sparito. Un rifiuto duro da digerire, però l’ho accettato.
Passa un altro anno e mi sto messaggiando con un busto senza volto su una piattaforma. Salta fuori che questo tizio a caso ha i miei stessi precisi kink_. Siamo totalmente compatibili. Ci scambiamo foto del viso, e guarda un po’, è lui. Sono rimasto di sasso. Di solito non mi farei scappare l’occasione di finire a letto con lui, ma non era così che volevo che andasse. Visto che ho già subito un rifiuto nella realtà, vale la pena di rischiare di soffrire emotivamente per averci a che fare nella sfera_ kinky? Cosa ne pensi tu del kinkcome meccanismo per rimorchiare gente troppo fica per te?
Knowing It Needs Kink
Da una parte, rimorchiare di nuovo questo tizio – uno che ti ha già respinto nel modo più indelicato possibile – ti espone al rischio di un nuovo rifiuto. Se ti butti sperando che lui non sparisca di nuovo e poi invece sparisce, ti sentirai un deficiente, Kink.
Dall’altra, tu sei kinky, lui pure, ed è bono. Voglio prendere per buona la tua affermazione che è troppo fico per te. Se riesci a incontrarlo per giocare e a ridimensionare le tue aspettative – sia in fatto di sesso (è solo un incontro kinky) sia su di lui (è uno che sparisce) – l’esperienza potrebbe essere piacevole. Ma dato che si tratta di uno che vorresti sposarti, forse ti sarà difficile ridimensionare le aspettative.
Detto questo, tu lo sapevi che era kinky, e viceversa, prima di cominciare a messaggiarvi su quell’app? Se non lo sapevate, c’è una probabilità non trascurabile che in passato lui non ti abbia dato corda più di tanto perché dava per scontato tu fossi vanilla. Perciò può darsi che tu fisicamente non sia il suo tipo ideale, Kink, ma hai le particolarità sessuali che lui cerca in un partner. A volte l’interesse comune per un certo kink può aprirti una camera da letto, un dungeon o un culo a cui non avresti avuto accesso diversamente. In questo senso il kink può azzerare la questione della portata. Conosco alcuni tizi kinky oggettivamente boni – a livello Heated rivalry – sposati con tizi che magari non sono degli adoni, però spuntano tutte le caselline giuste in fatto di kink. Buttati, amico!
(Traduzione di Francesco Graziosi)
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