È bello vedere che qualcosa sta cominciando. Ed è questa l’impressione che ho avuto il 20 settembre al concerto di Rareș al Romaeuropa festival, in una sala piena e caldissima (causa rottura dell’aria condizionata) del Mattatoio a Testaccio, dove il cantautore italiano nato in Romania ha presentato dal vivo il suo ultimo album Sincero!, pubblicato a maggio. Durante l’esibizione, durata poco più di un’ora, Rareș ha dato l’impressione di essere pronto ad aprire un nuovo capitolo della sua carriera, che lo porterà probabilmente a raggiungere un pubblico più ampio e vario.

Sincero! è una raccolta di canzoni pop ispirate, tra le altre cose, dalla fine di una relazione ed è uno degli album pop più interessanti usciti in Italia nel 2026. È un disco sull’amore, ma non solo su quello di coppia, in cui gli arrangiamenti e la scrittura del cantautore elevano anche i momenti di malinconia pura a uno stato d’innocenza quasi fanciullesca. Rareș, che mi aveva già molto colpito con il precedente album Femmina, stavolta ha deciso di rendere il suo stile più fruibile, abbandonando (almeno in parte) i sintetizzatori e usando di più le chitarre e soprattutto il sassofono, molto presente nei nuovi brani. Ha dimostrato ancora una volta di essere un bravo pescatore di ritornelli (dote rara nella musica italiana contemporanea) e un musicista molto solido (del resto ha alle spalle studi al conservatorio).

I riferimenti, o perlomeno quelli che sento io, sono vari: da Bon Iver (autore di uno dei break up album per eccellenza, For Emma, forever ago) ai Vampire Weekend, dal cosiddetto itpop al cantautorato più classico. Sincero!, inoltre, contiene almeno tre o quattro pezzi di notevole fattura, dalla toccante L’amore è un’altra cosa (registrata con il producer okgiorgio) all’eterea Giorni di sole, costruita su un giro di chitarra che mi ha fatto venire in mente Arpeggi dei Radiohead. Ci sono melodie spensierate, come quelle di Gatti e del brano che dà il titolo al disco, ma anche momenti di poesia introspettiva come Robina, forse il pezzo migliore dell’album.

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A Roma Rareș ha suonato i pezzi del disco in modo convincente, per nulla aiutato dall’acustica del Mattatoio. Mi ha colpito soprattutto la reazione del giovane pubblico (circa cinquecento persone, secondo gli organizzatori): ragazze e ragazzi sapevano le canzoni a memoria e le hanno cantate dall’inizio alla fine, come se fossero in uno stadio. Lo stesso cantautore sembrava sorpreso e quasi commosso dall’accoglienza.

Evidentemente le canzoni di Sincero! funzionano e, ora che sono uscite da una gestazione durata tre anni, sembrano aver preso vita propria. A metà concerto è salito sul palco Giovanni Truppi per un duetto sul brano Strappacuore, scritto a quattro mani, e sembrava essere lì per un passaggio del testimone tra due generazioni di musicisti (Rareș ha 29 anni).

Quando siamo usciti all’aperto, accolti finalmente dal fresco della notte romana, tra me e me pensavo una cosa: la prossima volta che vedrò Rareș probabilmente suonerà in un posto più grande, perché è evidente che la sua musica si sta espandendo, come se smettesse di appartenere solo al suo autore. A volte, del resto, cantare la fine di qualcosa crea un nuovo inizio.

Questo testo è tratto dalla newsletter Musicale.

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