Gli stress test organizzati da un gruppo di ingegneri in un’azienda dell’Italia meridionale hanno un obiettivo chiaro: verificare se gli ultra-congelatori (Ult) riusciranno a mantenere la temperatura antartica di 70 gradi sottozero, anche quando all’esterno ci sono 35 gradi, afa e umidità. Nelle prossime settimane le prime dosi del vaccino contro il covid-19 dovrebbero arrivare negli Stati Uniti e nel resto del mondo, quindi è fondamentale conservarle in posti che siano in grado di mantenere temperature estremamente basse.

Uno dei vaccini, prodotto dalla Pfizer e dall’azienda tedesca Biontech, deve essere trasportato e conservato a 70 gradi sottozero, una temperatura molto più bassa di quella che serve per conservare la maggior parte di farmaci e vaccini. Non a caso è la stessa temperatura impostata dagli ingegneri per il test di fine novembre nei locali della Desmon, un’azienda sulle colline a est di Napoli che produce frigoriferi industriali. “Dobbiamo capire in che modo il macchinario risponde e quanto tempo serve al compressore per mantenere la temperatura”, spiega Corrado De Santis, fondatore e amministratore delegato della Desmon. “Più lavora il compressore e più cresce il consumo di energia. Inoltre dobbiamo verificare se il compressore può reggere questo carico di lavoro e per quanto tempo”.

Mercato in espansione

Il 2 dicembre il Regno Unito è diventato il primo paese a concedere l’autorizzazione di emergenza al vaccino prodotto dalla Pfizer. Con la distribuzione delle prime dosi è partito un programma d’immunizzazione di massa. La Food and drug administration (l’agenzia statunitense che regolamenta i farmaci) dovrebbe dare l’autorizzazione per il vaccino della Pfizer entro la fine di dicembre. A novembre anche l’azienda biotecnologica Moderna ha presentato la richiesta di approvazione alle autorità competenti.

L’Unione europea ha fatto sapere che fornirà il suo parere sul vaccino della Pfizer il 29 dicembre, e dopo verranno le valutazioni dei singoli stati. In Italia l’avvio del programma di vaccinazione è previsto per la seconda metà di gennaio. Secondo Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza covid-19, saranno attivi circa trecento centri di distribuzione equipaggiati per conservare il vaccino della Pfizer alla temperatura necessaria.

“Penso che otterremo l’autorizzazione per i due vaccini entro l’inizio dell’anno prossimo. Sarà un regalo di Natale”, spiega Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. “Dal 15 gennaio potremmo essere nelle condizioni di cominciare a vaccinare le categorie di persone a rischio”.

Aumento della domanda

Prima della pandemia i congelatori Ult facevano parte di un mercato di nicchia: apparecchi estremamente costosi che i produttori vendevano ad aziende farmaceutiche, laboratori ospedalieri e università. Ora, invece, davanti alla sfida di distribuire il vaccino in tutto il mondo, i congelatori Ult sono molto richiesti. Un po’ come lo erano gli equipaggiamenti protettivi e i respiratori durante i primi mesi della pandemia. La Ford ha annunciato che acquisterà alcuni congelatori Ult per poter assicurare il vaccino della Pfizer ai suoi dipendenti.

Anche gli ospedali e le aziende che si occupano della logistica e della consegna stanno cercando di assicurarseli. La Desmon spera di poter soddisfare parte della domanda.

L’azienda, fondata nel 1994 e ancora oggi a gestione familiare, è specializzata nella produzione di frigoriferi professionali. Finora non aveva mai costruito apparecchi così potenti. Sei anni fa è stata acquistata dalla Middleby, un’azienda dell’Illinois. “Mi pare di capire che gli Stati Uniti avranno bisogno di almeno cinquantamila congelatori Ult per distribuire il vaccino su vasta scala”, spiega De Santis. Ogni congelatore si vende a una cifra compresa tra diecimila e diciottomila euro, ma la Desmon spera di poterlo offrire a un prezzo più competitivo.

La Pfizer ha annunciato di aver prodotto dei frigoriferi portatili con sistema gps riempiti di ghiaccio secco, per favorire la distribuzione del vaccino con la consegna rapida. Il ghiaccio secco, secondo la Pfizer, permetterà di conservare il vaccino per quindici giorni.

I congelatori Ult sono in grado di conservare le dosi per sei mesi, l’importante è mantenere la temperatura costante in tutte le condizioni

I congelatori Ult, invece, possono conservare le dosi per sei mesi, sempre che i dispositivi riescano a mantenere la temperatura costante in tutte le condizioni ambientali. Ma le aziende del settore che cercano di aumentare la produzione in tempo per la distribuzione del vaccino stanno incontrando molte difficoltà. “Tutti vogliono il vaccino, ma molte aziende riusciranno a fabbricare solo poche centinaia di congelatori all’anno”, sottolinea De Santis.

Paul Knight, esperto di scienze biologiche e direttore amministrativo di KeyBanc Capital Markets (una società di prodotti finanziari), spiega che il mercato dei congelatori Ult si era già allargato con lo sviluppo delle terapie cellulari e geniche, che richiedono temperature molto più basse di quelle previste per il vaccino della Pfizer. Knight ritiene che le difficoltà riguarderanno la distribuzione, non la conservazione. “Il primo test chiave sarà il trasporto aereo e navale. Il secondo i punti di distribuzione, in cui gli ambulatori e i medici dovranno gestire un gran numero di dosi”, sottolinea Knight.

Gli ingegneri della Desmon stanno lavorando da mesi allo sviluppo di un congelatore per il vaccino, come conferma Ciriaco De Santis, fratello di Corrado, responsabile del settore ricerca e sviluppo. L’azienda statunitense K2 Scientific, di cui la Desmon è consociata, ha dichiarato di aver ricevuto ordini in anticipo da grandi strutture sanitarie e richieste di informazioni da importanti catene di farmacie.

La produzione dovrebbe partire all’inizio del 2021, al ritmo di 50-100 unità al giorno. I congelatori useranno un sistema di tracciamento gps e invieranno un segnale d’allarme nel caso in cui la temperatura dovesse salire o scendere oltre i livelli consentiti.

Senza corrente

Secondo i fratelli De Santis i congelatori della Desmon hanno un vantaggio nell’isolamento, che permette di mantenere a lungo le temperature necessarie. Il modello più grande, progettato per contenere 180mila dosi di vaccino, può mantenere la temperatura fino a quaranta ore anche se è scollegato dalla corrente elettrica. Questo modello di ultracongelatore, che sarà messo in vendita al prezzo di 45mila euro, dovrebbe risolvere uno degli ostacoli più complessi nella catena di distribuzione del vaccino della Pfizer: il trasporto delle fiale in paesi e regioni dove ci sono spesso delle interruzioni di corrente o dove è impossibile procurarsi o conservare il ghiaccio secco.

Il modello prodotto dalla Desmon è un’evoluzione dei congelatori usati dai pescherecci che navigano al largo delle coste italiane e del Nordafrica, capaci di mantenere il pescato a zero gradi per 72 ore. “Ogni ora è importante”, sottolinea Corrado De Santis. ◆ as

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1388 di Internazionale, a pagina 37. Compra questo numero | Abbonati