Il 2026 si è aperto con il meeting dell’American economic association a Filadelfia. Tra i temi discussi ce n’è stato uno che comincia a diventare un problema, e un’ossessione: il declino demografico. Melissa Kearney (Università di Notre Dame) ha fatto il punto sul perché, secondo gli economisti, si fanno meno figli. Negli Stati Uniti il 50 per cento delle donne trentenni è senza figli, un aumento di 20 punti rispetto a quelle nate nel 1975 alla stessa età. Le vecchie spiegazioni non funzionano più: la natalità non diminuisce più all’aumentare della ricchezza pro capite. In passato la maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro ha fatto scendere le nascite. Oggi sale il numero di donne senza figli, non si riduce solo il numero di figli per donna. E questo succede perché cambia il contesto sociale: ci sono più alternative interessanti alla genitorialità (la carriera, i viaggi, i social media) e fare i genitori è diventato più costoso e faticoso (servono più soldi per l’istruzione, per intrattenere i figli unici, le famiglie sono più piccole con meno parenti di supporto).
Risultato: almeno negli Stati Uniti i giovani uomini ci tengono più delle donne a mettere su famiglia, specie se sono ragazzi trumpiani. Nessuno sa come invertire la tendenza, e neanche se sia davvero auspicabile. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati





