I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Salvatore Aloïse collaboratore del canale televisivo Arte.
In un mondo dove tutto va veloce ci vogliono acume e bonnes lectures per soffermarsi sull’inerzia. Due caratteristiche che non mancano all’autore di Breve storia della nostra inerzia. Ciampa, in un viaggio che parte da lontano, esplora i tanti volti di questo “immobilismo dell’anima”, dall’accidia, allo spleen, alla depressione. L’accidia, di cui è Ippocrate a dare una prima diagnosi, nei primi secoli dell’era cristiana s’insinua nell’animo dei monaci del deserto, fiaccati nel loro immobilismo. Lo spleen baudelairiano di metà ottocento è un’altra maschera dell’inerzia, così come la novecentesca “fine della storia” di Kojève e Fukuyama. Oggi è la parte in ombra del nostro frenetico attivismo. Si vive nella “fulmineità dell’istante” e l’uso sfrenato delle tecnologie digitali rischia di condurci a un “collasso cognitivo”. La quantità di informazioni che accogliamo è infinitamente superiore alla nostra capacità di apprendere: per l’autore è come se il mondo fosse scivolato fuori di noi. E c’è chi reagisce “mettendosi in disparte”: secondo un recente studio del Cnr, in Italia lo fanno centomila giovani tra i 14 e i 30 anni. L’Oms lancia l’allarme sui fenomeni depressivi nei paesi occidentali, prossima emergenza sanitaria ed ennesima resa al non fare. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati