Nonostante le pressioni statunitensi, il 12 luglio i primi componenti del sistema di difesa aerea russo S400 sono stati consegnati alla Turchia. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato che non rinuncerà all’accordo raggiunto con il presidente russo Vladimir Putin e ha sfidato gli avvertimenti di Washington, per cui gli S400 potrebbero rivelare alla Russia la tecnologia degli F35, gli aerei militari statunitensi prodotti da un consorzio di cui fa parte anche la Turchia.

A giugno il presidente statunitense Donald Trump aveva dichiarato che la scelta di Ankara era dovuta al fatto che il suo predecessore Barack Obama aveva respinto la richiesta turca di acquistare i missili statunitensi Patriot. Ma il congresso degli Stati Uniti ha comunque stabilito che la Turchia non deve ricevere gli F35 e che dovrà essere punita con delle sanzioni.

Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan a Mosca l’8 aprile 2019 (Alexei Nikolsky, Kremlin/Reuters/Contrasto)

La vicenda dei missili è un raro caso in cui un paese della Nato sfida le minacce di sanzioni degli Stati Uniti cooperando con la Russia, una mossa che può essere interpretata come una sfida all’autorità di Washington nel sistema di difesa collettivo occidentale. Agli occhi degli statunitensi potrebbe costituire un cattivo esempio per altri paesi della Nato. Putin sarebbe ben felice di assistere a una spaccatura nell’Alleanza atlantica, per di più provocata dalla tecnologia militare russa.

Questi sistemi saranno effettivamente attivati e collegati al sistema di difesa aereo turco, integrato in quello Nato? Quando e come saranno applicate le sanzioni statunitensi? E quale sarà la reazione di Ankara?

Le sanzioni di Washington potrebbero colpire duramente l’economia turca, già in difficoltà. La lira turca è vulnerabile agli interventi politici, soprattutto statunitensi. All’inizio del 2019 Trump aveva minacciato di “devastare” l’economia turca se Ankara avesse attaccato le milizie curde in Siria, alleate di Washington nella lotta contro il gruppo Stato islamico. Ma non ci sono solo gli Stati Uniti. A causa della disputa sullo sfruttamento dei giacimenti di gas nelle acque di Cipro, l’Unione europea ha appena imposto delle sanzioni alla Turchia. Metà delle esportazioni turche è diretta verso l’Unione, da cui proviene una parte consistente degli investimenti stranieri nel paese.

L’opinione
La propaganda della sicurezza

◆ La storia insegna che la sicurezza dei paesi non dipende dalla potenza militare, ma dal tasso di felicità interna e dai buoni rapporti con i vicini. A causa della sua politica neo-ottomana, oggi Ankara è in conflitto con tutti i paesi della regione. Nelle tensioni con Cipro nessuno ha sostenuto la Turchia. Invece di riconsiderare le proprie scelte, il governo sostiene che i turchi sono circondati da nemici e che quindi devono avere armi più potenti. Ma la Turchia non ha bisogno né degli S400 né degli F35. L’unica cosa di cui ha davvero bisogno è garantire la pace interna con la democrazia e quella regionale opponendosi alle mire imperialistiche di Stati Uniti e Russia. ** Ihsan Çaralan, Evrensel, Turchia**


La decisione europea aumenta la pressione su Erdoğan, uscito sconfitto dalle elezioni amministrative.

Ampio consenso

Erdoğan pensa che non cedere sugli S400 sia fondamentale per ridefinire le relazioni della Turchia con gli Stati Uniti e con l’occidente. La necessità di un moderno sistema di difesa aerea e missilistica non basta a giustificare i costi. I sondaggi mostrano che su questo punto il governo ha un ampio consenso: il 44 per cento dei turchi ritiene che l’acquisto degli S400 debba essere completato a prescindere dalle conseguenze, e solo il 24,5 per cento si dice contrario.

Il caso si sta trasformando in un banco di prova per i rapporti tra la Turchia e l’occidente. Washington correrà il rischio di rompere con Ankara, sapendo che il vuoto lasciato sarebbe probabilmente colmato da Mosca? La Turchia metterà in gioco i propri rapporti con gli Stati Uniti e forse anche con l’Unione europea? Ankara può davvero fidarsi della Russia, vista la difficile relazione che hanno da due secoli? Per quanto tempo gli elettori turchi sopporteranno il peso di un’economia che continua a peggiorare? Questa pressione porterà a elezioni anticipate, con Erdoğan che punterebbe tutto sul tema della sicurezza nazionale? ◆ ff

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1316 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati