Il 6 ottobre, quando la fusione tra la Paramount Skydance e la Warner Bros Discovery è stata ufficialmente completata, David Ellison, 43 anni, ha finalmente potuto mettere le mani sul suo colosso hollywoodiano. La transazione da 111 miliardi di dollari ha messo fine a una battaglia lunga un anno, combattuta dal rampollo della tecnologia per aggiungere la Warner Bros Discovery al portfolio in espansione della sua famiglia. La Paramount, azienda di dimensioni minori già controllata da Ellison, ha avuto la meglio su Netflix (il gigante dello streaming dalle risorse illimitate), su centinaia di oppositori a Holly­wood e su un gruppo di dodici procuratori generali di vari stati, guidati dal californiano Rob Bonta.

Ora la famiglia Ellison controlla una delle più grandi aziende editoriali tradizionali mai create, con Hbo, Cnn, Cbs, Comedy Central, Tbs, Food Network, due storici studios holly­woodiani e due grandi piattaforme di streaming. Il padre di David, Larry Ellison, è tra i fondatori della Oracle, impresa che detiene una quota significativa di TikTok.

“Oggi è una giornata storica, non solo per la Skydance ma per tutto il nostro settore”, si legge in un comunicato diffuso da David Ellison, che sarà presidente e amministratore delegato del nuovo gruppo. “Il nostro sogno era quello di riunire questi due studios storici e creare un’entità più forte, con il talento, le risorse e il raggio d’azione necessari per raccontare grandi storie in tutti i generi, su tutte le piattaforme e per il pubblico di tutto il mondo. Ora quel sogno è diventato realtà”, prosegue il comunicato.

Sfide complicate

David Ellison dovrà affrontare sfide molto complicate per integrare le due case produttrici e le due culture di lavoro. “L’obiettivo non è mai stato quello di sommare semplicemente capacità produttiva, marchi o proprietà intellettuale”, ha scritto in un promemoria intitolato “Day 1” inviato ai dipendenti della Skydance. “Ma quello di aggregare il talento, le risorse e le capacità di entrambe le realtà”.

Sulla famosa cisterna degli studi della Warner Bros di Burbank, sotto il simbolo WB è stata aggiunta la scritta “a Skydance Corporation”.

Il nome Skydance è lo stesso che Ellison ha scelto vent’anni fa per il suo esordio nel campo della produzione cinematografica. Alla borsa di New York, il titolo ha fatto registrare un inizio titubante.

Gli studi della Warner Bros a Burbank, in California, 6 ottobre 2026 (David Swanson, Afp/Getty)

Del resto la Skydance è appesantita da debiti consistenti (più di 80 miliardi di dollari), contratti per finanziare l’acquisto delle azioni controllate dagli investitori della Warner Bros Discovery al prezzo di 31,17 dollari.

Wall street ha manifestato una certa preoccupazione per questo indebitamento. Restituire i prestiti sarà un compito tutt’altro che facile per Ellison e i suoi collaboratori tra cui Ynon Kreiz, ex amministratore delegato della Mattel a cui Ellison ha affidato il processo d’integrazione societaria e, almeno per ora, la gestione delle operazioni quotidiane.

La Skydance ha fatto sapere che nel corso dei prossimi tre anni effettuerà tagli di spesa per sei miliardi. Questa prospettiva spaventa i dipendenti della Warner, che negli ultimi tre anni hanno vissuto tre cambi di proprietà. “Come proprietari-gestori, siamo qui per restare a lungo e costruire la Skydance del futuro. Non ci interessa pensare soltanto ai ricavi del prossimo trimestre o dell’anno prossimo”, ha scritto Ellison nel suo promemoria, sottolineando che ridurre le spese di sei miliardi “ci renderà più agili e reattivi, liberando capitale da investire nelle storie, nei suoi autori e nella tecnologia”. Secondo Skydance i “risparmi sinergici” deriveranno soprattutto dall’accorpamento tecnologico, dall’integrazione, dalla riduzione dei costi di marketing e dalla “razionalizzazione immobiliare”.

Nell’ambito dell’accordo raggiunto con il procuratore Bonta, Ellison si è impegnato a mantenere per cinque anni sia gli studi della Paramount sia quelli della Warner Bros. La Skydance affitta spazi per uffici a Holly­wood e Culver City (che in futuro potrebbero essere progressivamente abbandonati) e inoltre possiede diverse proprietà a New York, dove ha sede, e Atlanta.

Il nuovo gruppo dovrebbe generare redditi annuali per 70 miliardi di dollari, piazzandosi al secondo posto dopo la Walt Disney, che l’anno scorso ha incassato 94,4 miliardi di dollari. La famiglia Ellison sarà l’azionista di maggioranza. La RedBird capital partners, investitore di lunga data nella Skydance, entrerà nel consiglio di amministrazione.

Proprietà di stranieri

Quasi metà della nuova azienda apparterà a investitori stranieri, sviluppo reso possibile dall’autorizzazione concessa dalla Federal communications commission, guidata da un alleato di Donald Trump che da tempo sostiene il piano della famiglia Ellison di possedere due grandi testate giornalistiche, Cbs News e Cnn. Le famiglie reali di Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi hanno contribuito con 24 miliardi di capitali. Secondo una fonte a conoscenza dei fatti ma non autorizzata a commentare, la RedBird ha contribuito con altri quattro miliardi di capitale, portando il proprio investimento nella Skydance a 6 miliardi.

Il 12 ottobre Ellison ha nominato la sua squadra dirigenziale, di cui faranno parte il presidente della Cnn Mark Thompson, il presidente della Hbo Casey Bloys, il manager della Discovery J.B. Perrette e i dirigenti della Dc Comics James Gunn e Peter Safran, tutti ex dipendenti della Warner. Le competenze della direttrice di Cbs Bari Weiss rimarranno invariate. Thompson gestirà l’intera organizzazione giornalistica di Cnn. In base all’accordo raggiunto il 21 settembre con le autorità statali, la Skydance dovrà formare entro sei mesi una commissione editoriale composta da cinque persone per garantire che i giornalisti delle due testate possano lavorare senza subire un’influenza indebita da parte della proprietà.

L’accordo ha inoltre fissato i requisiti per la distribuzione dei film nelle sale – almeno 30 lungometraggi all’anno – e per la tv via cavo, nel tentativo d’impedire alla Skydance di approfittare della propria posizione dominante (possiede più di cinquanta canali) per mettere pressione ai distributori di pay-tv. I dirigenti della Paramount ricopriranno gli altri ruoli all’interno della squadra di Ellison.

“Il nostro settore sta vivendo un periodo di grandi cambiamenti”, ha scritto Ellison ai suoi manager. “Il pubblico ha più scelta che mai e la tecnologia sta alterando il modo in cui sono raccontate, create, distribuite e vissute le storie. Non vogliamo solo avere successo in questo ambiente. Vogliamo vincere e contribuire a plasmare il futuro dell’industria dell’intrattenimento”. ◆ as

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati