Rendendo pubblica la sua identità trans, Elliot Page è entrato nel novero delle celebrità transgender di cui fanno parte Laverne Cox, Caitlyn Jenner e Chaz Bono, ovvero le prime tre persone di cui appaiono le foto digitando “famous trans people” (persone trans famose) su Google. Fatto rivelatore, l’unico uomo trans del gruppo è Bono, che ha fatto coming out in un periodo molto diverso. I giovani non sanno molto di lui, ma conoscere la sua storia li aiuterebbe. Essendo a mia volta un trans, mi sarebbe piaciuto crescere avendo un modello come Elliot Page, e sono felice per tutti i ragazzi e le ragazze che vivranno in un mondo in cui potranno amarsi abbastanza da cercare il loro vero io, come ha scritto Page in modo così eloquente.
Oggetti di consumo
In anni che hanno visto una crescita della rappresentazione trans nei mezzi di comunicazione – fenomeno definito il “momento fondamentale transgender” da Laverne Cox nel suo celebre articolo di copertina su Time nel 2014 – le identità femminili hanno avuto più visibilità. Come mi ha detto nel 2017 Jen Richards, sceneggiatrice e interprete della serie web Her story: “Il fatto che un uomo possa diventare donna solletica di più. Le donne trans sono più visibili, ma sono visibili come oggetto di consumo”. In sostanza i mezzi di comunicazione sono molto più a loro agio nel rendere le donne oggetti e mercificarle.
Page è diventato famoso per la sua interpretazione in Juno, film indipendente del 2007. Poi la sua fama è cresciuta con Inception e vari film della serie X-Men. Insomma, è un personaggio conosciuto da almeno dieci anni. Il suo è stato un coming out davvero pubblico. E stato l’equivalente per gli uomini trans del coming out di Caitlyn Jenner, ma ha avuto un impatto maggiore a causa delle parole scelte con cura da Page e delle sue posizioni politiche queer consapevoli e rivendicate.
Anche la vicenda di Jenner aveva avuto grande visibilità, però lei era sostanzialmente estranea alla comunità lgbtq+. Questa distanza è emersa in I am Cait, un reality show andato in onda per due stagioni tra il 2015 e il 2016, che ha trattato le questioni trans con grande profondità. In I am Cait Jenner ha stretto amicizia con alcune brillanti persone transgender, tra cui Jen Richards, l’attrice Candis Cayne, l’attivista Chandi Moore, la regista Zackary Drucker, e le scrittrici Jennifer Finney Boylan e Kate Bornstein.
Era affascinante vedere queste icone educare Jenner sui problemi che deve affrontare la comunità trans (Jenner è repubblicana da sempre ma nel 2018 ha denunciato il trattamento riservato dall’amministrazione Trump ai diritti delle persone transgender).
Da quando ha rivelato di essere queer nel 2014, Page ha interpretato ruoli che rispettavano questa identità in numerosi progetti, come la serie Tales of the city, e i film Freeheld. Amore, giustizia, uguaglianza e My days of Mercy. Page ha anche prodotto questi film, oltre alla serie documentaria Gaycation e al documentario There’s something in the water, che invece denuncia il razzismo ambientale e le ingiustizie nei confronti delle comunità indigene del Canada.
Nella sua dichiarazione pubblica, Page ha voluto ricordare le violenze e le discriminazioni di cui è vittima la comunità trans, accennando peraltro all’uccisione di almeno quaranta persone transgender, solo nel 2020, la maggior parte donne nere e latinoamericane. Tutto questo dimostra come il profilo di Page sia lontano da quello di Jenner: Page ha sempre preso posizioni politiche radicalmente queer sul lavoro e nella vita privata, già molto prima del coming out di questi giorni.
Anche se la visibilità di noi uomini trans è rimasta indietro rispetto a quella delle donne trans, gli ultimi anni hanno visto l’ascesa di attori come Asia Kate Dillon (Billions), Theo Germaine (The politician), Elliot Fletcher (Shameless) e Lachlan Watson (Le terrificanti avventure di Sabrina). Si tratta tuttavia di nomi che non dicono molto allo spettatore cinematografico cisgender medio. Per anni Bono è stato il più famoso uomo trans ma, senza voler nulla togliere ai suoi passi di danza nel reality show Dancing with the stars, Chaz, come ha detto una volta RuPaul, è noto soprattutto per essere uscito dalla vagina di Cher.
Accoglienza positiva
Anche se la copertura dell’annuncio di Page da parte dei mezzi d’informazione non è stata perfetta, l’accoglienza ricevuta è stata per lo più positiva e rispettosa. Il sito Imdb, che solo di recente ha cambiato il suo regolamento sulla pubblicazione del nome di nascita delle persone transgender, ha rapidamente modificato tutte le voci su Page e i pronomi riferiti a lui. Lo stesso hanno fatto Wikipedia e Netflix. Nel dare la notizia, le testate giornalistiche statunitensi si sono riferite a Page usando il pronome corretto, e si è evitato di usare il vecchio nome, almeno nei titoli. Il suo coming out ha trovato eco in un paesaggio mediatico molto diverso rispetto a quello di Bono o Jenner: un netto miglioramento, reso possibile da anni di lavoro instancabile da parte di attivisti ed educatori trans.
Oltre a sottolineare la condizione delle donne trans nere e latinoamericane, il fatto notevole della dichiarazione di Page è l’omissione di ogni discussione sugli aspetti medici della transizione. In generale, non solo sui mezzi di comunicazione, c’è un interesse quasi ossessivo sui corpi. Il coming out di Page è una manna per i trans come me che hanno deciso di non fare una transizione medica.
Molte testate hanno erroneamente descritto Page come “non binario”, anche se questa specifica definizione non appare da nessuna parte nella sua dichiarazione. Sarà interessante vedere in che modo i mezzi d’informazione parleranno di Page in futuro, indipendentemente dal fatto che decida o meno di alterare il suo corpo.
Quanto alla sua carriera d’attore, Netflix ha annunciato che Page continuerà a interpretare il ruolo di Vanya Hargreaves nella serie The umbrella academy, e che il genere del personaggio non cambierà. Alcuni commentatori hanno detto che il ruolo dovrebbe essere riassegnato. Ma che tipo di messaggio si darebbe licenziando una persona trans a causa del suo coming out?
L’identità è una cosa complessa, Page è un attore versatile, e il progresso non è bianco o nero. A Page dovrebbero essere concesse tutte le sfumature e i margini d’azione necessari per andare avanti con la sua carriera continuando a essere davvero se stesso. E continuando a essere l’icona queer di cui abbiamo tanto bisogno oggi. ◆ ff
Jude Dry è un giornalista, scrittore e attore statunitense.
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Questo articolo è uscito sul numero 1388 di Internazionale, a pagina 87. Compra questo numero | Abbonati