Sara Rattaro sa raccontare gli adolescenti con grazia e rispetto. I suoi libri non sono mai “sui” giovani, ma “con” loro. Non usa stereotipi o semplici scorciatoie per raccontarli. Ne è una dimostrazione Io ballo per me, una storia di scoperta e resistenza. Giulia si vede a frammenti, non più intera come riusciva a fare da bambina. Lo specchio non la riflette e lei in questo suo crescere non si ritrova. Da piccola danzava, ma ora che è più grande non lo fa più. Sono entrati in gioco altri fattori: la vergogna, il giudizio su di sé e quello degli altri, la paura. Ma la passione per la danza è sempre forte. Alla fine sarà un’amica a iscriverla di nascosto a un corso, però il destino, si sa, ci mette sempre alla prova. Durante una lezione Giulia cade e il video della sua caduta viene condiviso, lei naturalmente derisa. Insomma, per una ragazza, l’abisso. Ma è proprio nei momenti più difficili che esce fuori la grinta. Rattaro ha costruito una storia semplice, dolce, piccola forse, ma anche grandissima. Crescere, cambiare, è una sfida a ogni età. E seguire Giulia, i suoi passi di danza, le sue cadute e il suo rimettersi in piedi ha qualcosa di universale. Un libro che con dialoghi semplici, immagini simboliche (come quella dello specchio), con i suoi dettagli, dona a chi legge la bellezza eterna di una metamorfosi. Igiaba Scego

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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati