Il giovane Darwin è un delizioso fumetto per ragazzi. Certo è pedagogico, perché ci presenta non solo il padre della teoria dell’evoluzione, ma ci descrive anche il suo viaggio mitico sull’Hms Beagle. Darwin racconta la storia ai suoi figli, che mentre il padre parla disegnano scimmie e bufali. Darwin fa un balzo all’indietro, a quel suo inizio di carriera folgorante. Al termine della sua missione aveva solo 25 anni. Nel racconto di Grolleau e Royer è un giovane dinamico, sorridente, anche un po’ pasticcione. Ed è così che con pochi tratti vediamo non solo Darwin, ma anche il suo metodo. La scienza non è fatta di certezze, ma di dubbi e intoppi, tutti lì in fila ben descritti nel fumetto. E in questo racconto scoppiettante non mancano nemmeno i contrasti e le disavventure. Vediamo un giovane Darwin con il mal di mare, un giovane Darwin sempre in guerra con il capitano della nave, un giovane Darwin che riflette sulla disuguaglianza del suo mondo. Siamo nel 1858, ma traspaiono tutti i dilemmi etici della scienza contemporanea, tra cambiamenti climatici e pandemie. E attraverso questa lettura possiamo capire quanto l’osservazione, ieri come oggi, sia fondamentale per ogni teoria.

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Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale, a pagina 70. Compra questo numero | Abbonati