La Grecia è da tempo una delle destinazioni più apprezzate dai turisti in cerca di mare, vitti e alloggi convenienti e un po’ di antichità. Nell’estate dell’Odissea, poi, ha registrato un record di presenze destinato a crescere. Dietro all’immagine un po’ stereotipata della Grecia che rimane negli occhi dei turisti c’è tuttavia un’altra storia, molto interessante: quella del primo paese europeo a fare una rivoluzione per diventare una nazione, cominciando a trasformarsi dall’inizio dell’ottocento al secondo dopoguerra da regione cosmopolita dell’Impero ottomano in un’area abitata da una popolazione omogenea per lingua e religione. Questa metamorfosi è raccontata in modo brillante da uno storico e studioso di letteratura della Grecia moderna che ha insegnato a lungo a Cambridge e autore di questo libro appassionante tradotto in italiano pochi anni fa. Beaton spiega come e perché la causa dell’indipendenza greca attirò i filoelleni da tutta Europa; come nacquero le tensioni tra movimenti tesi verso l’esterno e poteri radicati localmente; quanto alto fu il prezzo che la Grecia pagò nei conflitti del novecento, facendo cogliere le radici della crisi che il paese ha attraversato quasi vent’anni fa. All’epoca la Grecia è diventata, per l’ennesima volta, un luogo in cui si sono manifestati prima che altrove fenomeni conosciuti in seguito da altri paesi. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati