La natura brutale e prolungata della repressione, il numero di morti che comincia a filtrare, le dichiarazioni di autorità, organizzazioni non governative e protagonisti della politica internazionale, mostrano l’estrema importanza di ciò che sta avvenendo in Iran. E proprio ora arriva in libreria un volume utile per orientarsi tra le notizie. Lo ha scritto Paola Rivetti che insegna relazioni internazionali all’università di Dublino e che da anni segue i movimenti di protesta e il ruolo della società civile nei paesi del Medio Oriente e, appunto, in Iran. Il libro ripercorre la storia del paese dalla rivoluzione del 1979 fino a oggi, cercando di capire quali forme d’impegno indipendenti e autonome ha costruito la società civile, mentre il governo applicava alcune riforme lanciate alla fine degli anni novanta per disciplinare gli spazi di partecipazione. Questo permette all’autrice di cogliere le relazioni tra aperture dell’élite e origini del “movimento verde” e seguire come sono andate avanti le proteste nel corso degli anni, nonostante la violenza e la frustrazione, organizzandosi talvolta in spazi molto limitati, ma capaci di tenere alto il livello dello scontro. Siamo abituati a leggere l’Iran attraverso le figure di ayatollah e presidenti. Questo libro invita a considerare le figure di “studenti, donne, lavoratori e minoranze etniche”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati