Manhattan, New York, 24 aprile 2026 (Charly Triballeau, Afp)

Le generalizzazioni sono una trappola, perché semplificando la realtà sono rassicuranti, ma non aiutano a capire com’è davvero il mondo che ci circonda. Uri Bram, autore del sito Atoms vs bits, ha costruito un test per dimostrare quanto siano poco comuni certe opinioni o caratteristiche, e le loro combinazioni. Le domande sono pensate per lettori e lettrici statunitensi, ma rendono bene l’idea.

Hai una laurea? Sei sicuro che dio esista? Hai una pistola in casa? Pensi che i rapporti sessuali tra due adulti dello stesso sesso siano sbagliati? Entrambi i tuoi genitori sono nati negli Stati Uniti? Hai dei figli? Il reddito annuo del tuo nucleo familiare è di almeno 110mila dollari? Rispondendo alle sette domande si scopre quanti statunitensi condividono la stessa combinazione di caratteristiche. E il fatto interessante è che uno statunitense può essere in sintonia con al massimo circa il 7 per cento dei suoi concittadini.

Da una singola risposta e dalla sua combinazione con le altre risposte possono nascere visioni del mondo molto diverse. Per esempio, credere in dio e al tempo stesso condannare le persone omosessuali (cioè come la pensa il 29,5 per cento degli statunitensi) è diverso da credere in dio e non condannarle (20,3 per cento). Oppure, avere entrambi i genitori nati all’estero e un reddito superiore ai 110mila dollari (6,7 per cento) è diverso da avere entrambi i genitori nati all’estero e un reddito inferiore ai 110mila dollari (18,2 per cento).

La combinazione più frequente delle sette risposte è: nessuna laurea, dio esiste, una pistola in casa, le relazioni omosessuali sono sbagliate, entrambi i genitori nati negli Stati Uniti, figli e reddito sotto i 110mila dollari. E pur essendo la più frequente ritorna solo nel 6,4 per cento dei casi. Siamo spesso convinti che le nostre opinioni e caratteristiche (o quelle della bolla in cui viviamo) siano molto comuni. La verità è che siamo tutti più diversi e in un certo senso più strani di quanto immaginiamo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati