Una decina d’anni fa, quando le aziende tecnologiche statunitensi erano già diventate grandi, molti loro dipendenti, in particolare i giovani, non volevano più vivere nelle cittadine della Bay area dove avevano sede le varie Apple, Google e Facebook e preferivano San Francisco. Erano ragazzi e ragazze con stipendi molto più alti della media dei residenti e il loro arrivo aveva provocato un rapido aumento di tutto, affitti, servizi, trasporti, generi alimentari.
Intere categorie di persone erano state costrette a lasciare la città: semplici impiegati, dipendenti comunali e professori universitari, artisti e commercianti, operai e camerieri. I pullman aziendali che la mattina passavano nei quartieri residenziali di San Francisco per portare al lavoro i programmatori e gli ingegneri nella Silicon valley dovevano nascondere i loghi per evitare che i residenti li riconoscessero e li prendessero di mira.
Poi la pandemia di covid e l’epidemia di oppioidi hanno dato un ulteriore colpo alla città, ma ultimamente le cose stavano cominciando ad andare meglio. Finché sono arrivate le aziende dell’intelligenza artificiale. La OpenAi e la Anthropic, le due più grandi, hanno deciso di snobbare la Silicon valley e di installarsi in città, tornando ad aggravare la situazione degli affitti e del costo della vita.
Il New York Times calcola che, quando presto si quoteranno in borsa, più di una ventina di dipendenti di queste due aziende diventeranno miliardari. E più di sedicimila multimilionari. Tutti concentrati a San Francisco. Dove il costo della vita è già del 65,6 per cento superiore alla media nazionale, il prezzo mediano per un appartamento è di 1,7 milioni di dollari (a livello nazionale è di 450mila dollari; in Italia è di 166mila euro, a Milano 400mila euro, a Roma 265mila euro) e l’affitto medio mensile è arrivato a 3.827 dollari, superando quello di New York, fino a qualche mese fa la città più cara degli Stati Uniti.
Insomma, la situazione di San Francisco è surreale. Ed è anche lo specchio di un sistema che non funziona. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati