I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana la freelance norvegese Eva-Kristin Urestad Pedersen.

Cosa aspettarsi da un libro con questo titolo? Un libro sulla Rimini del grande cinema, no? Forse era quella l’intenzione di Laura Gramuglia, ma non è il risultato che ha ottenuto. Un titolo più adatto sarebbe potuto essere Vaghi ricordi della Rimini di Federico Fellini, perché, anche se ogni capitolo parte in qualche modo con un riferimento alla città romagnola, il libro parla più che altro dei ricordi di Fellini su Rimini che poi hanno influenzato la sua opera. Non conosco la città e non sono esperta del cinema di Fellini e quindi mi aspettavo qualcosa di più: un’introduzione più intima al luogo e alla vita che il grande regista scelse di lasciare. Invece ci si trovano pagine sull’importanza dello Studio 5 di Cinecittà, addirittura su Ostia (!) oltre che sull’amicizia con Pier Paolo Pasolini. Detto ciò, il libro lo apprezzeranno sicuramente tutti coloro che sono appassionati di Federico Fellini e della sua opera e che vogliono sapere di più o capire meglio cosa l’ha ispirato. È senza dubbio un bel libro, scritto bene, in un modo quasi poetico nonostante sia un saggio. Ma per me il problema è che non parla di quello che pensavo (e speravo). ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati