I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana la freelance norvegese Eva-Kristin Urestad Pedersen.

Scrivo questa recensione con estrema cura. Dopo aver letto la nuova e aggiornata edizione di Con parole precise di Gianrico Cargofiglio sarebbe difficile farlo in un altro modo. Carofiglio non solo descrive le conseguenze di scegliere le parole giuste (oppure sbagliate) in molti contesti – per esempio la politica e la giurisprudenza – ma spiega pure il processo ontologico che dovrebbe avvenire prima di prendere la penna in mano. Lo fa in un modo così chiaro che è impossibile non seguire i suoi consigli. Molti capitoli sono perfino divertenti, anche se non c’è dubbio che Carofiglio parli di una cosa estremamente seria. Da giornalista, cioè da persona che lavora ogni giorno con le parole, posso dire con certezza che Con parole precise è un libro utilissimo, direi obbligatorio. Non da giornalista vorrei aggiungere che non riguarda solo chi scrive ma anche chi, per volontà propria o per dovere, legge, cioè tutti noi. È come se esistesse un mondo parallelo composto unicamente delle nostre parole, un mondo che riflette la nostra realtà. Carofiglio spiega che quando nel mondo delle parole manca chiarezza e precisione, vuol dire che anche nella realtà fisica è così. A voi trarre le conclusioni. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati