“L’atteggiamento coloniale” e la “prepotenza” nei confronti delle isole Canarie, insieme alla poca trasparenza, all’appropriazione di competenze e agli errori dell’operazione Hondius avranno conseguenze gravi sul piano politico e istituzionale: così il presidente della comunità autonoma, Fernando Clavijo, ha attaccato le autorità di Madrid. La crisi sanitaria della nave da crociera ha incrinato i rapporti tra il governo di Tenerife e quello centrale guidato da Pedro Sánchez. Le ripercussioni di questa emergenza, che ha catapultato Tenerife al centro dell’attenzione mediatica mondiale, saranno profonde. Coalición Canaria, che governa grazie a un’alleanza con il Partito popolare (Pp), sta valutando se ritirare il suo appoggio a Sánchez, dopo averlo aiutato nel 2023 a diventare premier.
Secondo Clavijo la delicata operazione è stata condotta con superficialità, esponendo a seri rischi la popolazione di Tenerife: alcuni medici e passeggeri erano apparsi senza mascherina, i turisti scattavano foto in continuazione, anche sulle scalette degli aerei che li riportavano a casa, trasmettendo una sensazione generale di noncuranza. Clavijo ha ribadito più volte la pericolosità dell’hantavirus, confermata da tutti gli studi scientifici. Eppure non è sembrato che il piano di evacuazione né le altre misure adottate fossero all’altezza di una sfida simile.
Nel frattempo l’Organizzazione mondiale della sanità continua a cercare di rintracciare i circa trenta passeggeri che il 24 aprile hanno abbandonato senza alcun controllo la nave sull’isola di Sant’Elena. Anche se il timore manifestato da Clavijo che un roditore infetto potesse uscire dalla nave ha suscitato ironia, uno dei protocolli inviati alle autorità canarie parla chiaramente della necessità di derattizzare la Hondius, un passo che non potrà essere compiuto prima del suo arrivo nei Paesi Bassi.
Questa negligenza ha lasciato senza parole il governo canario. La fiducia era già stata incrinata, ma è andata completamente in frantumi dopo la decisione di Madrid di togliere la competenza sanitaria al governo dell’arcipelago e imporre l’ormeggio della Hondius a Granadilla, una scelta del tutto inedita e contraria alla volontà espressa dal governo locale. Non si era mai verificata una situazione come questa. Solo in un’altra occasione lo stato ha violato il decentramento concesso alle comunità autonome: in Catalogna tra il 2017 e il 2018, dopo il referendum indipendentista, l’amministrazione è stata affidata al governo centrale per 208 giorni.
Clavijo sostiene che nel corso della crisi Madrid abbia agito “in modo unilaterale” e senza condividere rapporti e protocolli. Il presidente delle Canarie aveva proposto diverse soluzioni per far durare l’ormeggio il meno possibile e ridurre l’esposizione al rischio sanitario.
Madrid ha risposto imponendo la propria volontà, giustificata da una presunta “necessità di assistenza sanitaria a bordo” e da un previsto peggioramento delle condizioni meteo. Madrid si avvale dunque della sua prerogativa esclusiva in materia di sanità estera, in base alla quale conserva una priorità gerarchica. Poco prima dell’arrivo della nave, la strategia di Tenerife era di pretendere una permanenza il più breve possibile, condizionando lo sbarco dei passeggeri alla presenza degli aerei pronti a trasferirli. Ma alla fine una sosta che doveva essere di poche ore è durata più di un giorno. Senza una consultazione preventiva e senza il consenso degli abitanti. Questa è la politica del fatto compiuto, una prevaricazione che ha spinto il presidente delle Canarie a parlare di comportamento coloniale da parte di Madrid. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati